Negli ultimi anni, il mondo delle start up innovative è diventato sempre più centrale nell’economia italiana. A sostenerlo ora arriva anche una nuova misura pensata per chi le aiuta a crescere: incubatori e acceleratori certificati.
Con la legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 (legge n. 193/2024) è stato infatti introdotto un credito d’imposta ad hoc per questi soggetti strategici dell’ecosistema dell’innovazione.
Ma cosa prevede esattamente questa agevolazione, chi può beneficiarne e come si accede al bonus? Vediamolo in modo semplice.
Cos’è il credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati
Dal periodo d’imposta 2025, gli incubatori e acceleratori certificati che investono nel capitale di start up innovative potranno beneficiare di un credito d’imposta pari all’8% delle somme investite, fino a un massimo di 500.000 euro all’anno.
L’agevolazione rientra nel regime de minimis e punta a favorire nuovi investimenti in innovazione, tecnologia e crescita imprenditoriale.
In pratica, chi sostiene le giovani imprese con risorse e competenze potrà ottenere un vantaggio fiscale concreto, alleggerendo il carico fiscale e reinvestendo più facilmente in nuovi progetti.
Chi può accedere all’agevolazione
Possono accedere al credito d’imposta:
- gli incubatori certificati ai sensi dell’art. 25, comma 5, del DL 179/2012;
- gli acceleratori certificati iscritti nella sezione speciale del Registro Imprese.
I soggetti devono essere attivi al momento della domanda, non essere sottoposti a procedure concorsuali e mantenere la qualifica di incubatore o acceleratore per l’intero periodo di fruizione dell’incentivo.
Investimenti ammessi e limiti
Sono agevolabili gli investimenti diretti o indiretti nel capitale di una o più start up innovative, anche tramite OICR o società che investono prevalentemente in questo tipo di imprese.
L’investimento massimo su cui calcolare il credito è di 500.000 euro, con un vantaggio fiscale dell’8%, cioè fino a 40.000 euro di credito per periodo d’imposta.
Importante: l’investimento deve essere mantenuto per almeno tre anni. In caso di cessione o perdita dei requisiti entro tale periodo, il beneficio decade.
Come ottenere il credito d’imposta
La domanda va presentata a Invitalia, che gestirà la misura tramite una piattaforma dedicata (sul modello di quelle già usate per altri incentivi in de minimis).
Ecco i passaggi principali:
- Presentare l’istanza prima dell’investimento, indicando importo e caratteristiche dell’operazione.
- Effettuare l’investimento nel capitale della start up innovativa.
- Richiedere il credito d’imposta e utilizzarlo in compensazione tramite modello F24, dal periodo d’imposta in cui è stato effettuato l’investimento.
È inoltre necessario conservare la documentazione per almeno 5 anni e ottenere una certificazione da un revisore legale che attesti l’effettiva realizzazione dell’investimento.
Perché è una novità importante
Questa misura riconosce ufficialmente il ruolo centrale di incubatori e acceleratori nel dare forma e forza alle nuove imprese innovative.
Non si tratta solo di un incentivo economico, ma di un passo verso una politica industriale più moderna, che punta a valorizzare chi costruisce valore attraverso know-how, capitale e rete.
In un momento in cui l’innovazione è la chiave per la competitività, il credito d’imposta per incubatori e acceleratori può davvero diventare una leva strategica per attrarre investimenti privati e rendere più sostenibile il percorso di crescita delle start up italiane.
Serve supporto per accedere alle agevolazioni?
Noi di AFG Advisory supportiamo incubatori, acceleratori e investitori nel percorso di accesso agli incentivi fiscali e finanziari legati all’innovazione.
Dalla verifica dei requisiti alla gestione delle pratiche con Invitalia, possiamo aiutarti a sfruttare al meglio il credito d’imposta per incubatori e acceleratori certificati.
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