Le imprese possono sommare il credito d’imposta Zes Unica e il credito Transizione 5.0, ma con regole precise. Scopri limiti, condizioni e come calcolare correttamente il cumulo.
Cumulo crediti d’imposta: cosa cambia per le imprese
Le aziende italiane hanno la possibilità di sfruttare contemporaneamente il credito d’imposta Zes Unica e il credito d’imposta Transizione 5.0. Questa opportunità è stata confermata dal MIMIT, che ha chiarito modalità e limiti di cumulabilità.
Il principio base è semplice: i due benefici fiscali si possono sommare solo se l’importo complessivo non eccede il valore effettivo delle spese sostenute per gli investimenti.
Riferimenti normativi
La disciplina sul cumulo dei crediti trova fondamento nell’articolo 38, comma 18 del Decreto-legge 19/2024, modificato dalla Legge 207/2024. La normativa sottolinea che non è possibile coprire con entrambi i crediti le stesse quote di costo relative ai beni agevolati.
Come calcolare il cumulo: la nettizzazione
Il MIMIT ha indicato che la procedura corretta è la nettizzazione: un metodo che consente di evitare sovrapposizioni, riparametrando il calcolo dei crediti in modo da rispettare i limiti previsti dalla legge.
Chi ha già richiesto il credito Transizione 5.0 e intende utilizzare anche la Zes Unica deve applicare questa metodologia. Attenzione, però: al momento, i modelli di comunicazione e i software dell’Agenzia delle Entrate non rispecchiano ancora pienamente le istruzioni ministeriali.
Punti chiave per le imprese
-
Il cumulo è ammesso, ma non può superare le spese reali sostenute.
-
Vietato utilizzare entrambi i crediti sulla stessa quota di costo
-
È fondamentale compilare correttamente la documentazione per evitare errori e possibili rigetti.