Dal 10 settembre 2026 le PMI del Mezzogiorno possono presentare domanda per accedere a Sviluppo Competenze 2026, l’incentivo dedicato alla formazione del personale dipendente sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale e verde.
Il nuovo sportello mette a disposizione 12.449.676 euro, ai quali potranno aggiungersi eventuali ulteriori risorse derivanti dalle istruttorie del precedente sportello. Le domande possono essere presentate fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.
L’agevolazione ordinaria copre il 50% delle spese ammissibili, mentre per alcuni progetti integrati sovraregionali il contributo può arrivare fino al 70% per micro e piccole imprese.
La misura è promossa dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e gestita da Invitalia, nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.
Consulta la scheda ufficiale di Sviluppo Competenze su Invitalia
Sviluppo Competenze 2026: cosa finanzia
L’obiettivo dell’incentivo non è finanziare genericamente qualsiasi attività formativa. Sviluppo Competenze 2026 sostiene percorsi destinati ad accrescere o consolidare le competenze del personale dipendente in ambiti considerati strategici per la competitività delle imprese.
La formazione deve essere collegata in particolare all’innovazione tecnologica, alla digitalizzazione e alla transizione verde, permettendo alle PMI di acquisire competenze utili per affrontare l’evoluzione dei processi produttivi e organizzativi.
I percorsi devono rientrare negli ambiti previsti dalla normativa della misura ed essere realizzati presso unità locali situate nelle regioni ammesse.
Il costo ammissibile di ogni progetto deve essere compreso tra 10.000 e 60.000 euro per impresa. I percorsi formativi devono inoltre essere avviati entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione e, ordinariamente, conclusi entro i successivi dodici mesi.
Quali PMI possono richiedere i contributi per la formazione
La misura è destinata alle micro, piccole e medie imprese con unità locali nelle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Un elemento importante riguarda il secondo sportello aperto il 10 settembre: non possono presentare una nuova domanda le imprese che hanno già partecipato al precedente sportello, chiuso il 23 giugno 2026, anche nel caso in cui intendano proporre un percorso formativo differente.
Il 40% delle risorse disponibili è inoltre riservato alle imprese appartenenti alle filiere automotive e moda, tessile e arredamento.
Per le aziende interessate ai nuovi incentivi per la formazione nel 2026, diventa quindi fondamentale verificare preventivamente non soltanto la localizzazione dell’attività, ma anche il rispetto dei requisiti previsti dalla misura e la corretta impostazione del progetto formativo.
Contributi fino al 70%: quanto può ottenere un’impresa
Per una PMI che presenta autonomamente il proprio progetto, il contributo copre il 50% delle spese ammissibili. Considerato il limite massimo di 60.000 euro di costi rendicontabili, l’agevolazione può quindi raggiungere 30.000 euro.
Le condizioni diventano più favorevoli nel caso dei progetti integrati sovraregionali.
- PMI con progetto singolo: contributo del 50%, fino a 30.000 euro.
- Micro e piccola impresa in progetto integrato sovraregionale: contributo del 70%, fino a 42.000 euro.
- Media impresa in progetto integrato sovraregionale: contributo del 60%, fino a 36.000 euro.
I progetti integrati possono coinvolgere fino a 10 imprese, devono interessare unità locali localizzate in almeno due diverse regioni del Mezzogiorno e devono essere costruiti attorno a una finalità di sviluppo comune, complementare o collegata.
La maggiorazione rappresenta quindi un’opportunità particolarmente interessante per imprese appartenenti alla stessa filiera o coinvolte in percorsi condivisi di innovazione e crescita delle competenze.
Approfondisci progetti e spese ammissibili sul sito di Invitalia
Perché investire oggi nella formazione dei dipendenti
La formazione agevolata può assumere un ruolo strategico quando viene collegata a un percorso concreto di evoluzione dell’impresa.
Digitalizzare un processo, introdurre nuove tecnologie o modificare i modelli produttivi richiede infatti non soltanto investimenti in software e attrezzature, ma anche persone in grado di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti.
Da questo punto di vista, Sviluppo Competenze 2026 permette alle PMI di ridurre il costo necessario per aggiornare le competenze interne e accompagnare programmi più ampi di innovazione aziendale.
La misura può quindi affiancarsi ad altri strumenti di finanza agevolata per le imprese, purché vengano rispettati i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato e dal regime de minimis.
Come e quando presentare la domanda
Il secondo sportello è operativo dalle ore 12:00 del 10 settembre 2026 e resterà aperto fino alle ore 12:00 del 21 dicembre 2026.
La procedura viene gestita telematicamente attraverso l’area personale di Invitalia. Prima dell’invio è necessario predisporre il progetto formativo e la documentazione richiesta, compresa l’offerta economica del fornitore dei servizi di formazione.
La documentazione prevista cambia inoltre in parte tra una domanda presentata da una singola PMI e un progetto integrato sovraregionale.
Consulta la pagina Invitalia dedicata alla presentazione della domanda
L’apertura del secondo sportello è stata disposta dal Decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026, con ulteriori disposizioni definite successivamente dal Ministero.
Consulta il Decreto direttoriale del 13 luglio 2026 sul sito del MIMIT
Sviluppo Competenze 2026: valutare il progetto prima della domanda
La percentuale di contributo è sicuramente uno degli elementi più interessanti della misura, ma l’agevolazione deve partire da un progetto formativo coerente con le esigenze reali dell’impresa.
Prima di procedere è quindi opportuno verificare i requisiti aziendali, l’ammissibilità delle attività formative, la corretta definizione dei costi e l’eventuale convenienza di partecipare individualmente oppure attraverso un progetto integrato sovraregionale.
AFG Advisory affianca le imprese nell’analisi delle opportunità di finanza agevolata, nella verifica dei requisiti e nella costruzione del percorso più adatto agli obiettivi aziendali.
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