<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>AFG Advisory Srl Stp</title>
	<atom:link href="https://www.afgadvisory.it/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.afgadvisory.it/</link>
	<description>Commercialisti &#38; Revisori Legali dei Conti</description>
	<lastBuildDate>Thu, 08 Oct 2026 08:29:30 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1.3</generator>

<image>
	<url>https://www.afgadvisory.it/wp-content/uploads/cropped-autieri_logo_Tavola-disegno-1-32x32.png</url>
	<title>AFG Advisory Srl Stp</title>
	<link>https://www.afgadvisory.it/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Decreto Flussi 2027: come assumere lavoratori stranieri, documenti e scadenze</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/decreto-flussi-2027-assumere-lavoratori-stranieri/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2026 08:26:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenza lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[consulenza del lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[decreto flussi 2027]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2509</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Decreto Flussi 2027 entra nella fase operativa. Con la Circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026 sono state definite le indicazioni per la precompilazione delle domande di nulla osta, le quote disponibili e il calendario dei click day 2027 per l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri. Per le imprese che intendono assumere personale [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/decreto-flussi-2027-assumere-lavoratori-stranieri/">Decreto Flussi 2027: come assumere lavoratori stranieri, documenti e scadenze</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Decreto Flussi 2027</strong> entra nella fase operativa. Con la Circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026 sono state definite le indicazioni per la <strong>precompilazione delle domande di nulla osta</strong>, le quote disponibili e il calendario dei <strong>click day 2027</strong> per l’ingresso in Italia di lavoratori stranieri.</p>
<p>Per le imprese che intendono assumere personale non comunitario è quindi il momento di verificare requisiti, documentazione e procedure, senza attendere i giorni immediatamente precedenti all’apertura delle domande.</p>
<p>La disciplina deriva dal <strong>D.P.C.M. 2 ottobre 2025</strong>, che programma i flussi di ingresso legale per il triennio 2026-2028. Per il solo 2027 sono previsti complessivamente <strong>165.850 ingressi</strong>. <a href="https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/decreto-flussi-2027-pubblicata-la-circolare-con-le-indicazioni-operative">Ministero del Lavoro</a></p>
<p>Fonte ufficiale: <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/CC-7185-del-01102026?utm_source=chatgpt.com">Circolare congiunta n. 7185 del 1° ottobre 2026</a><br />
Testo normativo: <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.codiceRedazionale=25A05656&amp;atto.dataPubblicazioneGazzetta=2025-10-15&amp;utm_source=chatgpt.com">D.P.C.M. 2 ottobre 2025 in Gazzetta Ufficiale</a></p>
<h2>Decreto Flussi 2027: quante sono le quote disponibili</h2>
<p>Le <strong>165.850 quote previste per il 2027</strong> sono suddivise in:</p>
<ul>
<li><strong>76.200 ingressi</strong> per lavoro subordinato non stagionale;</li>
<li><strong>89.000 ingressi</strong> per lavoro subordinato stagionale nei settori agricolo e turistico;</li>
<li><strong>650 ingressi</strong> per lavoro autonomo.</li>
</ul>
<p>All’interno delle 76.200 quote per lavoro subordinato non stagionale, <strong>14.000 ingressi sono destinati al settore dell’assistenza familiare</strong>. Dal 2027, inoltre, tra i Paesi interessati dalle specifiche quote viene ricompreso anche il <strong>Kenya</strong>, a seguito del Memorandum d’intesa in materia di migrazione e mobilità sottoscritto con l’Italia il 2 luglio 2026. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/CC-7185-del-01102026">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Quali settori possono assumere lavoratori stranieri nel 2027</h2>
<p>Per il lavoro subordinato non stagionale, il Decreto comprende numerosi settori produttivi, tra cui:</p>
<p>agricoltura, silvicoltura e pesca; industria alimentare; tessile, abbigliamento e calzature; metallurgia; costruzioni; commercio; alloggio e ristorazione; turismo; trasporto, logistica e magazzinaggio; servizi di supporto alle imprese e alle persone; sanità, assistenza sociale e servizi sanitari privati.</p>
<p>Per il lavoro stagionale, invece, le quote riguardano principalmente i settori <strong>agricolo e turistico</strong>. <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaArticolo?art.codiceRedazionale=25A05656&amp;art.dataPubblicazioneGazzetta=2025-10-15&amp;art.flagTipoArticolo=0&amp;art.idArticolo=6&amp;art.idGruppo=2&amp;art.idSottoArticolo=1&amp;art.idSottoArticolo1=10&amp;art.progressivo=0&amp;art.versione=1">Gazzetta Ufficiale</a></p>
<p>È importante verificare anche il corretto <strong>codice ATECO dell’attività del datore di lavoro</strong>, perché le domande di nulla osta devono riferirsi alle attività economiche comprese nei settori ammessi dal Decreto.</p>
<h2>Precompilazione Decreto Flussi 2027: dal 23 ottobre</h2>
<p>Uno degli appuntamenti più importanti arriva prima dei click day.</p>
<p>La <strong>precompilazione delle domande</strong> sul Portale Servizi ALI sarà disponibile:</p>
<p><strong>dalle ore 9:00 del 23 ottobre 2026 alle ore 20:00 del 7 dicembre 2026.</strong></p>
<p>Durante questo periodo sarà possibile predisporre le richieste di nulla osta utilizzando i modelli previsti per ciascuna tipologia di assunzione:</p>
<ul>
<li><strong>C-Stag agricolo</strong> per il lavoro stagionale nel settore agricolo;</li>
<li><strong>C-Stag turistico</strong> per il lavoro stagionale nel settore turistico;</li>
<li><strong>B2020</strong> per il lavoro subordinato non stagionale;</li>
<li><strong>A-bis</strong> per il lavoro subordinato non stagionale nell’assistenza familiare.</li>
</ul>
<p>Dal <strong>9 dicembre alle ore 9:00 fino al 13 dicembre 2026 alle ore 20:00</strong> è inoltre prevista una riapertura tecnica del Portale per completare, modificare e salvare le domande già precompilate. In questa finestra <strong>non potranno essere inserite nuove domande</strong>. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/CC-7185-del-01102026">Ministero del Lavoro</a></p>
<p>Le istanze devono essere predisposte tramite il <a href="https://portaleservizi.dlci.interno.it/AliSportello/ali/home.htm?utm_source=chatgpt.com">Portale Servizi ALI del Ministero dell’Interno</a>.</p>
<h2>Click day Decreto Flussi 2027: tutte le date</h2>
<p>Le domande potranno essere trasmesse a partire dalle <strong>ore 9:00</strong> delle rispettive giornate:</p>
<p><strong>12 gennaio 2027</strong><br />
Lavoro subordinato stagionale nel settore agricolo, modello C-Stag agricolo.</p>
<p><strong>9 febbraio 2027</strong><br />
Lavoro subordinato stagionale nel settore turistico, modello C-Stag turistico.</p>
<p><strong>16 febbraio 2027</strong><br />
Lavoro subordinato non stagionale, modello B2020.</p>
<p><strong>18 febbraio 2027</strong><br />
Lavoro subordinato non stagionale nel settore dell’assistenza familiare, modello A-bis.</p>
<p>Le domande potranno formalmente essere presentate fino al <strong>31 dicembre 2027</strong>, ma soltanto nei limiti delle quote ancora disponibili. Per questo motivo la corretta preparazione della pratica prima del click day resta un elemento essenziale. <a href="https://www.lavoro.gov.it/notizie/pagine/decreto-flussi-2027-pubblicata-la-circolare-con-le-indicazioni-operative">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Quali documenti e verifiche servono per assumere un lavoratore straniero</h2>
<p>La procedura non consiste semplicemente nell’invio telematico della domanda. Prima della presentazione è necessario controllare una serie di requisiti del datore di lavoro e predisporre la documentazione richiesta.</p>
<p>Per le assunzioni <strong>non stagionali</strong>, comprese quelle nel settore dell’assistenza familiare, il datore di lavoro deve effettuare preventivamente la <strong>verifica di indisponibilità di lavoratori già presenti in Italia presso il Centro per l’Impiego competente</strong>.</p>
<p>La verifica viene avviata mediante una richiesta di personale. Se il Centro per l’Impiego non comunica la disponibilità di lavoratori entro <strong>otto giorni di calendario</strong>, la verifica può considerarsi conclusa con esito negativo ai fini della procedura prevista dal Decreto Flussi. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/Circolare-8047-del-16102025">Ministero del Lavoro</a></p>
<p>Tra gli altri elementi da verificare rientrano:</p>
<ul>
<li>documentazione relativa alla proposta di lavoro e al lavoratore interessato;</li>
<li>corretto inquadramento contrattuale e retributivo;</li>
<li>capacità economica del datore di lavoro;</li>
<li><strong>asseverazione</strong> dei requisiti prevista dalla normativa, quando necessaria;</li>
<li>documentazione relativa alla sistemazione alloggiativa;</li>
<li>domicilio digitale e <strong>PEC correttamente registrata nelle banche dati previste</strong>;</li>
<li>eventuale documentazione specifica richiesta in base al settore e alla tipologia di ingresso.</li>
</ul>
<p>L’asseverazione serve a certificare il rispetto dei presupposti contrattuali richiesti per l&#8217;assunzione del lavoratore straniero. Sono previste specifiche eccezioni, ad esempio per le pratiche presentate tramite determinate organizzazioni datoriali firmatarie dei protocolli previsti dalla normativa. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/Circolare-8047-del-16102025">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Requisiti economici del datore di lavoro</h2>
<p>Per i comparti diversi dall’assistenza familiare, la disciplina richiamata per il triennio 2026-2028 prevede, in linea generale, un <strong>reddito imponibile non inferiore a 30.000 euro annui</strong> per persona fisica o impresa individuale oppure un fatturato non inferiore alla stessa soglia per enti e società.</p>
<p>Per l’assistenza familiare sono previste regole specifiche: la capacità economica richiesta è pari, in via generale, ad almeno <strong>20.000 euro annui</strong> per il datore di lavoro con nucleo familiare composto dalla sola persona e a <strong>27.000 euro</strong> quando il nucleo comprende più familiari conviventi.</p>
<p>Sono previste particolari deroghe quando il datore di lavoro richiede personale destinato all’assistenza di una persona con patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/Circolare-8047-del-16102025">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Quante domande può presentare un datore di lavoro</h2>
<p>Un altro aspetto da valutare riguarda il numero massimo di richieste.</p>
<p>Per ciascuna annualità del triennio 2026-2028, il datore di lavoro che presenta le istanze <strong>come utente privato può inoltrare fino a tre richieste di nulla osta per lavoro subordinato</strong>.</p>
<p>Il limite non si applica alle richieste presentate tramite le organizzazioni datoriali previste dalla normativa, i soggetti abilitati e autorizzati ai sensi della legge n. 12/1979 e le Agenzie per il lavoro autorizzate. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/Circolare-8047-del-16102025">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Cosa succede dopo il nulla osta e il visto</h2>
<p>La Circolare per il 2027 richiama anche alcune modifiche procedurali importanti.</p>
<p>Il datore di lavoro dispone ora di <strong>15 giorni dalla comunicazione della conclusione degli accertamenti sulla domanda di visto</strong> per confermare allo Sportello Unico per l’Immigrazione la richiesta di nulla osta. In mancanza della conferma nei termini, la richiesta viene considerata rifiutata e l’eventuale nulla osta già rilasciato viene revocato.</p>
<p>Dopo l’ingresso del lavoratore in Italia, inoltre, datore di lavoro e lavoratore hanno <strong>15 giorni per sottoscrivere il contratto di soggiorno</strong> e procedere alla relativa trasmissione telematica. <a href="https://www.lavoro.gov.it/documenti-e-norme/normativa/CC-7185-del-01102026">Ministero del Lavoro</a></p>
<h2>Decreto Flussi 2027: perché preparare la pratica in anticipo</h2>
<p>Il Decreto Flussi rappresenta uno strumento importante per le aziende che hanno difficoltà a reperire determinate professionalità sul mercato del lavoro nazionale, ma la procedura richiede attenzione.</p>
<p>Codice ATECO, tipologia di quota, verifica presso il Centro per l’Impiego, capacità economica, asseverazione, proposta contrattuale e documentazione del lavoratore devono essere verificati <strong>prima dell’apertura dei click day</strong>.</p>
<p>Una pratica incompleta o predisposta con una categoria non corretta può compromettere l’accesso alla quota disponibile.</p>
<p>AFG Advisory assiste imprese e datori di lavoro nella gestione delle procedure relative all’assunzione di lavoratori Extra-UE e negli adempimenti connessi alla gestione del personale.</p>
<p>Approfondisci i servizi di <a href="https://www.afgadvisory.it/consulenza-del-lavoro/?utm_source=chatgpt.com">Consulenza del Lavoro di AFG Advisory</a> oppure <a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/?utm_source=chatgpt.com">contatta AFG Advisory</a> per valutare la procedura più adatta alla tua azienda.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/decreto-flussi-2027-assumere-lavoratori-stranieri/">Decreto Flussi 2027: come assumere lavoratori stranieri, documenti e scadenze</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: dal 20 ottobre parte la compilazione delle domande</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/domande-voucher-cloud-cybersecurity-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Oct 2026 15:17:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bandi PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Voucher Cloud 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2506</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si avvicina l&#8217;apertura operativa del Voucher Cloud e Cybersecurity 2026. A partire dalle ore 12:00 del 20 ottobre 2026, PMI e lavoratori autonomi potranno iniziare a compilare le domande per accedere all&#8217;incentivo dedicato agli investimenti in cloud computing, sicurezza informatica e servizi digitali avanzati. La compilazione anticipa l&#8217;apertura vera e propria dello sportello: le domande [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/domande-voucher-cloud-cybersecurity-2026/">Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: dal 20 ottobre parte la compilazione delle domande</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Si avvicina l&#8217;apertura operativa del <strong>Voucher Cloud e Cybersecurity 2026</strong>. A partire dalle <strong>ore 12:00 del 20 ottobre 2026</strong>, PMI e lavoratori autonomi potranno iniziare a compilare le domande per accedere all&#8217;incentivo dedicato agli investimenti in cloud computing, sicurezza informatica e servizi digitali avanzati.</p>
<p>La compilazione anticipa l&#8217;apertura vera e propria dello sportello: le <strong>domande potranno essere inviate dalle ore 12:00 del 10 novembre 2026 fino alle ore 12:00 del 20 gennaio 2027</strong>, salvo esaurimento anticipato delle risorse disponibili.</p>
<p>L&#8217;avvicinarsi della prima scadenza rende quindi questo il momento utile per verificare requisiti, fornitori e documentazione, evitando di arrivare impreparati all&#8217;apertura dello sportello.</p>
<h2>Domande Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: le date da ricordare</h2>
<p>Il procedimento previsto dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy è articolato in due fasi:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>dal 20 ottobre 2026, ore 12:00:</strong> apertura della fase di compilazione della domanda;</li>
<li><strong>dal 10 novembre 2026, ore 12:00:</strong> apertura dello sportello per l&#8217;invio;</li>
<li><strong>20 gennaio 2027, ore 12:00:</strong> termine previsto per la presentazione delle domande, salvo chiusura anticipata per esaurimento delle risorse.</li>
</ul>
<p>Le domande vengono ammesse alla fase istruttoria sulla base dell&#8217;<strong>ordine cronologico di presentazione</strong>.</p>
<p>Questo rende particolarmente importante utilizzare il periodo precedente al 10 novembre per predisporre correttamente il progetto e la documentazione necessaria.</p>
<p>Tutte le modalità operative sono disponibili nella <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alla-domanda-di-servizi-di-cloud-computing-e-cyber-security">pagina ufficiale del MIMIT dedicata al Voucher Cloud e Cybersecurity</a>.</p>
<h2>Cosa preparare prima del 10 novembre</h2>
<p>La novità più importante di questa fase non riguarda tanto le caratteristiche dell&#8217;incentivo, già definite nei mesi scorsi, quanto ciò che imprese e professionisti devono preparare per presentare la domanda.</p>
<p>Il richiedente dovrà indicare, tra gli altri elementi:</p>
<ul data-spread="false">
<li>i propri dati anagrafici e l&#8217;indirizzo PEC;</li>
<li>l&#8217;unità locale interessata dal piano di spesa;</li>
<li>il possesso dei requisiti richiesti dalla misura;</li>
<li>la situazione di partenza rispetto alle tecnologie cloud e cybersecurity già utilizzate;</li>
<li>il <strong>miglioramento tecnologico atteso</strong> attraverso il nuovo investimento;</li>
<li>i servizi o prodotti che si intendono acquistare;</li>
<li>i fornitori scelti;</li>
<li>la modalità di acquisizione, attraverso acquisto diretto o abbonamento;</li>
<li>la durata prevista del piano;</li>
<li>l&#8217;importo delle spese ammissibili e il contributo richiesto.</li>
</ul>
<p>Non è quindi sufficiente individuare genericamente un investimento digitale. Il progetto deve essere costruito in modo coerente con le finalità della misura e con le soluzioni effettivamente ammesse.</p>
<h2>Le offerte dei fornitori devono essere pronte</h2>
<p>Un elemento particolarmente importante riguarda la documentazione da allegare.</p>
<p>Insieme alla domanda devono infatti essere trasmesse le <strong>offerte relative ai servizi e ai prodotti scelti</strong>, con i rispettivi codici identificativi e le singole voci di costo.</p>
<p>I prodotti e i servizi agevolabili devono inoltre essere acquistati da <strong>fornitori presenti nell&#8217;elenco dei soggetti abilitati dal MIMIT</strong>.</p>
<p>Prima dell&#8217;apertura dello sportello è quindi opportuno verificare non soltanto quale tecnologia acquistare, ma anche che il fornitore e la soluzione individuata possano effettivamente rientrare nella misura.</p>
<h2>Requisiti da controllare prima della domanda</h2>
<p>Tra i requisiti previsti rimane la disponibilità di un contratto di connettività con una velocità minima in download di <strong>30 Mbps</strong>.</p>
<p>Il Voucher Cloud e Cybersecurity è rivolto a <strong>PMI e lavoratori autonomi operanti sul territorio nazionale</strong> e finanzia l&#8217;acquisizione di soluzioni nuove, aggiuntive oppure più avanzate e sicure rispetto a quelle già utilizzate.</p>
<p>Ogni soggetto può presentare <strong>una sola domanda di agevolazione</strong>.</p>
<p>La misura dispone complessivamente di <strong>150 milioni di euro</strong> e prevede un contributo a fondo perduto fino al <strong>50% delle spese ammissibili</strong>, per un massimo di <strong>20.000 euro</strong>.</p>
<p>Il piano di spesa deve avere un valore minimo di <strong>4.000 euro</strong>.</p>
<p>Per il quadro completo relativo a beneficiari, importi e tipologie di investimento è possibile consultare il nostro precedente approfondimento sul <a href="https://www.afgadvisory.it/voucher-cloud-cybersecurity-2026-pmi/">Voucher Cloud e Cybersecurity 2026 per PMI e professionisti</a>.</p>
<h2>Quali investimenti possono rientrare nel Voucher</h2>
<p>La misura comprende diverse tipologie di investimenti legati alla trasformazione digitale e alla sicurezza informatica.</p>
<p>Tra questi rientrano, ad esempio, soluzioni di <strong>cybersecurity</strong>, servizi e infrastrutture <strong>cloud</strong>, sistemi di backup, software gestionali, CRM, strumenti per l&#8217;e-commerce e altre soluzioni SaaS previste dalla misura.</p>
<p>In questa fase, tuttavia, l&#8217;aspetto più importante è verificare che il prodotto o servizio individuato sia presente tra quelli ammissibili e associato a un <strong>fornitore abilitato</strong>.</p>
<p>La domanda deve inoltre evidenziare il passaggio dalla situazione tecnologica attuale a una soluzione nuova oppure più evoluta. L&#8217;investimento non deve quindi rappresentare una semplice sostituzione priva di un effettivo miglioramento tecnologico o di sicurezza.</p>
<h2>Perché conviene preparare la domanda prima dell&#8217;apertura</h2>
<p>La fase di compilazione che partirà il <strong>20 ottobre</strong> permette alle imprese interessate di organizzare con anticipo le informazioni necessarie.</p>
<p>Considerato che le domande saranno ammesse all&#8217;istruttoria rispettando l&#8217;ordine cronologico di presentazione e che lo sportello può essere chiuso in caso di esaurimento delle risorse, attendere il 10 novembre per iniziare a costruire il progetto può rendere la procedura più complessa.</p>
<p>Prima dell&#8217;apertura dello sportello è quindi utile:</p>
<ol start="1" data-spread="false">
<li>verificare i requisiti del beneficiario;</li>
<li>definire con precisione l&#8217;investimento da realizzare;</li>
<li>controllare che prodotti, servizi e fornitori siano ammissibili;</li>
<li>acquisire le offerte con codici identificativi e voci di costo;</li>
<li>quantificare correttamente il piano di spesa e il contributo richiesto;</li>
<li>predisporre le informazioni necessarie alla compilazione della domanda.</li>
</ol>
<p>L&#8217;accesso alla procedura informatica sarà possibile tramite <strong>SPID, Carta d&#8217;Identità Elettronica o Carta Nazionale dei Servizi</strong>, da parte del rappresentante legale oppure di un soggetto delegato.</p>
<h2>AFG Advisory: supporto per la preparazione della domanda</h2>
<p>Con l&#8217;avvio della compilazione dal 20 ottobre, il <strong>Voucher Cloud e Cybersecurity 2026</strong> entra nella fase in cui diventa fondamentale passare dalla valutazione dell&#8217;opportunità alla preparazione concreta della domanda.</p>
<p>AFG Advisory supporta PMI e professionisti nell&#8217;ambito della <a href="https://www.afgadvisory.it/finanza-agevolata/">finanza agevolata</a>, dalla verifica preliminare dei requisiti e delle spese fino alla predisposizione della pratica e alla gestione dell&#8217;iter agevolativo.</p>
<p>In vista dell&#8217;apertura dello sportello del <strong>10 novembre 2026</strong>, è possibile <a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/">contattare AFG Advisory</a> per verificare l&#8217;ammissibilità del progetto e predisporre la documentazione necessaria.</p>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/sostegno-alla-domanda-di-servizi-di-cloud-computing-e-cyber-security">Ministero delle Imprese e del Made in Italy – Voucher Cloud &amp; Cybersecurity</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/domande-voucher-cloud-cybersecurity-2026/">Voucher Cloud e Cybersecurity 2026: dal 20 ottobre parte la compilazione delle domande</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fondo di garanzia Terzo Settore: copertura all’80% sui finanziamenti</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/fondo-garanzia-terzo-settore-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Sep 2026 10:41:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[RUNTS]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2501</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Fondo di garanzia Terzo Settore apre una nuova possibilità di accesso al credito per associazioni, fondazioni e altri enti non profit. Dal 21 settembre 2026 è infatti operativa una Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI destinata agli Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS ma non al REA. La misura permette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/fondo-garanzia-terzo-settore-2026/">Fondo di garanzia Terzo Settore: copertura all’80% sui finanziamenti</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Fondo di garanzia Terzo Settore</strong> apre una nuova possibilità di accesso al credito per associazioni, fondazioni e altri enti non profit. Dal 21 settembre 2026 è infatti operativa una Sezione speciale del Fondo di garanzia per le PMI destinata agli <strong>Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS ma non al REA</strong>.</p>
<p>La misura permette di ottenere una <strong>garanzia pubblica gratuita pari all’80%</strong> su singole operazioni finanziarie di importo fino a <strong>60.000 euro</strong>.</p>
<p>Non si tratta di un contributo a fondo perduto e il Fondo non eroga direttamente denaro all’ente: la garanzia interviene invece sul finanziamento concesso da una banca o da un intermediario, riducendo la quota di rischio sostenuta dal soggetto finanziatore.</p>
<p>La nuova Sezione speciale è operativa dal 21 settembre 2026 e dispone di una dotazione di <strong>10 milioni di euro</strong>. Secondo il Ministero del Lavoro, le risorse potrebbero consentire di attivare finanziamenti complessivi per circa <strong>160 milioni di euro</strong>.</p>
<h2>Fondo di garanzia Terzo Settore 2026: cosa cambia</h2>
<p>La principale novità non consiste nella nascita del Fondo di garanzia in sé, già utilizzato per facilitare l&#8217;accesso al credito di imprese e altri soggetti ammessi, ma nell&#8217;estensione strutturale dello strumento a una categoria di enti che fino ad ora poteva rimanerne esclusa.</p>
<p>La nuova Sezione è infatti specificamente destinata agli <strong>ETS iscritti al Registro Unico Nazionale del Terzo Settore che non risultano iscritti al Repertorio economico amministrativo (REA)</strong>.</p>
<p>Questo elemento è importante perché permette di distinguere immediatamente chi beneficia della novità.</p>
<p>Gli enti già iscritti al REA, tra cui rientrano molte cooperative sociali, potevano infatti già accedere al Fondo secondo la disciplina prevista. La nuova Sezione interviene invece per ampliare la platea dei soggetti che possono utilizzare la garanzia pubblica.</p>
<h2>Chi può accedere al Fondo di garanzia Terzo Settore</h2>
<p>La nuova Sezione speciale riguarda:</p>
<ul>
<li>gli <strong>Enti del Terzo Settore iscritti al RUNTS e non iscritti al REA</strong>;</li>
<li>gli <strong>enti religiosi civilmente riconosciuti</strong>, non iscritti al RUNTS e al REA.</li>
</ul>
<p>Per gli enti religiosi civilmente riconosciuti devono essere indicati nella richiesta anche gli estremi del provvedimento di riconoscimento e la Prefettura presso il cui Registro delle persone giuridiche l&#8217;ente risulta iscritto.</p>
<p>La prima verifica da compiere per un&#8217;associazione, una fondazione o un altro ETS interessato alla misura è quindi molto concreta: controllare la propria posizione nei registri e capire se l&#8217;ente rientra effettivamente nella platea della nuova Sezione speciale.</p>
<h2>Garanzia pubblica all’80%: come funziona</h2>
<p>Per le operazioni ammesse, la <strong>garanzia diretta copre l&#8217;80% della singola operazione finanziaria</strong>.</p>
<p>Questo significa, ad esempio, che su un finanziamento di 50.000 euro la copertura della garanzia pubblica può arrivare a 40.000 euro.</p>
<p>Su un&#8217;operazione di importo massimo pari a 60.000 euro, la garanzia diretta può invece raggiungere 48.000 euro.</p>
<p>La copertura dell&#8217;80% è prevista anche per la riassicurazione, nei limiti e secondo le modalità definite dalle disposizioni operative del Fondo.</p>
<p>Per le operazioni di liquidità in garanzia diretta c&#8217;è inoltre una differenza significativa rispetto alla disciplina ordinaria: per questi nuovi beneficiari la copertura passa dal 50% ordinariamente previsto all&#8217;<strong>80%</strong>.</p>
<h2>Finanziamenti fino a 60.000 euro, ma il limite riguarda la singola operazione</h2>
<p>Uno degli aspetti più interessanti della misura riguarda il limite di importo.</p>
<p>La Sezione speciale può intervenire su <strong>singole operazioni finanziarie di valore non superiore a 60.000 euro</strong>.</p>
<p>Questo non significa però che ogni ente possa ottenere una sola garanzia fino a quella cifra.</p>
<p>Il Ministero del Lavoro precisa infatti che <strong>uno stesso ente può ottenere la garanzia su più operazioni finanziarie</strong>, purché ciascuna rispetti le condizioni previste per l&#8217;accesso al Fondo.</p>
<p>È una distinzione importante soprattutto per gli enti che programmano investimenti o esigenze finanziarie differenti nel corso del tempo.</p>
<h2>La garanzia per gli ETS è gratuita</h2>
<p>L&#8217;intervento della Sezione speciale viene concesso <strong>a titolo gratuito</strong>.</p>
<p>I premi di garanzia che sarebbero normalmente dovuti vengono infatti posti a carico della stessa Sezione speciale.</p>
<p>Per gli enti interessati significa poter beneficiare della copertura pubblica senza sostenere direttamente il relativo costo.</p>
<p>Un&#8217;altra particolarità è l&#8217;assenza dell&#8217;applicazione del modello di valutazione normalmente utilizzato dal Fondo per queste operazioni fino a 60.000 euro.</p>
<p>Questo, però, non significa che il finanziamento venga concesso automaticamente.</p>
<h2>Garanzia pubblica non significa finanziamento automatico</h2>
<p>È probabilmente il punto più importante da chiarire.</p>
<p>Il <strong>Fondo di garanzia Terzo Settore non sostituisce la banca e non concede direttamente il finanziamento</strong>.</p>
<p>La garanzia pubblica tutela una parte del credito concesso dall&#8217;intermediario, ma il soggetto finanziatore continua a svolgere la propria istruttoria e a valutare la sostenibilità dell&#8217;operazione.</p>
<p>L&#8217;assenza del modello di valutazione del Fondo non elimina quindi la valutazione creditizia effettuata dalla banca o dall&#8217;intermediario.</p>
<p>La garanzia può rendere più agevole l&#8217;accesso al credito perché riduce il rischio assunto dal finanziatore, ma non determina un diritto automatico all&#8217;erogazione.</p>
<h2>Non è un contributo a fondo perduto</h2>
<p>La nuova misura non deve essere confusa con un bando o con un&#8217;agevolazione che preveda l&#8217;erogazione diretta di un contributo.</p>
<p>L&#8217;ente riceve un <strong>finanziamento che deve essere restituito</strong> secondo le condizioni concordate con il soggetto finanziatore.</p>
<p>L&#8217;intervento pubblico riguarda invece la garanzia collegata al finanziamento.</p>
<p>In altre parole:</p>
<p><strong>finanziamento:</strong> viene erogato dalla banca o dall&#8217;intermediario e deve essere restituito;</p>
<p><strong>garanzia:</strong> copre fino all&#8217;80% dell&#8217;operazione finanziaria ammessa;</p>
<p><strong>contributo a fondo perduto:</strong> non è previsto da questa misura.</p>
<p>Questa distinzione diventa particolarmente importante quando si valuta come finanziare un progetto: garanzie, finanziamenti e contributi possono infatti svolgere funzioni diverse all&#8217;interno dello stesso piano finanziario.</p>
<h2>Perché il Fondo può essere utile ad associazioni e fondazioni</h2>
<p>Gli Enti del Terzo Settore possono trovarsi a sostenere spese prima di ricevere contributi, quote, rimborsi o altre entrate previste.</p>
<p>In altri casi può essere necessario finanziare un investimento, avviare un nuovo servizio o sostenere temporaneamente un progetto senza disporre immediatamente di tutta la liquidità necessaria.</p>
<p>In questo contesto, l&#8217;accesso al credito può diventare uno strumento complementare rispetto alla ricerca di bandi e contributi.</p>
<p>La presenza della garanzia pubblica può ridurre il rischio dell&#8217;operazione per il finanziatore e migliorare le condizioni entro cui viene valutata una richiesta di credito.</p>
<p>Per questo motivo è utile analizzare la nuova misura non come un incentivo isolato, ma insieme agli altri strumenti di <strong>finanza agevolata</strong> disponibili per l&#8217;ente. <a href="https://www.afgadvisory.it/finanza-agevolata/">Finanza Agevolata AFG Advisory</a></p>
<h2>Come richiedere la garanzia</h2>
<p>L&#8217;ente beneficiario non presenta direttamente la domanda al Fondo.</p>
<p>Come avviene per il Fondo di garanzia per le PMI, la richiesta viene collegata all&#8217;operazione finanziaria e trasmessa attraverso il soggetto finanziatore o il soggetto garante.</p>
<p>Il MIMIT specifica infatti che, per la garanzia diretta, il beneficiario si rivolge alla banca richiedendo il finanziamento e l&#8217;acquisizione della garanzia del Fondo; in alternativa possono intervenire soggetti garanti come i Confidi secondo le modalità previste.</p>
<p>Prima di procedere è quindi opportuno verificare:</p>
<ul>
<li>iscrizione dell&#8217;ente al RUNTS;</li>
<li>eventuale iscrizione o meno al REA;</li>
<li>importo dell&#8217;operazione;</li>
<li>natura e sostenibilità del finanziamento richiesto;</li>
<li>intermediario attraverso il quale effettuare l&#8217;operazione;</li>
<li>documentazione necessaria all&#8217;istruttoria.</li>
</ul>
<h2>Fondo di garanzia Terzo Settore e cooperative sociali</h2>
<p>La nuova misura non deve essere presentata come una nuova apertura indistinta a tutte le cooperative.</p>
<p>Per gli ETS già presenti nel REA, infatti, l&#8217;accesso al Fondo di garanzia era già previsto.</p>
<p>Per una cooperativa sociale diventa quindi essenziale verificare la propria posizione e individuare il regime di accesso applicabile, evitando di confondere l&#8217;operatività ordinaria del Fondo con la nuova Sezione destinata agli ETS non iscritti al REA.</p>
<h2>Una nuova leva finanziaria per il Terzo Settore</h2>
<p>La Sezione speciale modifica soprattutto le possibilità a disposizione di quegli enti che fino ad oggi potevano incontrare un ostacolo nell&#8217;accesso alla garanzia per la propria configurazione giuridica e amministrativa.</p>
<p>Con una dotazione iniziale di 10 milioni di euro, copertura fino all&#8217;80%, gratuità della garanzia e operazioni fino a 60.000 euro, il nuovo strumento può diventare una leva da considerare nella programmazione finanziaria degli ETS.</p>
<p>La convenienza dell&#8217;operazione deve però essere valutata caso per caso, tenendo conto della struttura economica dell&#8217;ente, del progetto da finanziare e della sua capacità di sostenere il rimborso.</p>
<p>AFG Advisory affianca Enti del Terzo Settore, cooperative e organizzazioni non profit nell&#8217;analisi delle opportunità finanziarie e agevolative e nella verifica degli strumenti più coerenti con i progetti da realizzare.</p>
<p><strong>Il tuo ente è iscritto al RUNTS e vuoi capire se può utilizzare il nuovo Fondo di garanzia?</strong></p>
<p><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/">Contatta AFG Advisory</a> per verificare requisiti, caratteristiche dell&#8217;operazione e possibili strumenti di finanziamento.</p>
<h2>Fonti ufficiali</h2>
<p>Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>“Fondo di garanzia &#8211; Sezione speciale Enti del Terzo Settore”</strong>, 22 settembre 2026. <a href="https://lavoro.gov.it/notizie/pagine/fondo-di-garanzia-sezione-speciale-enti-del-terzo-settore">Consulta la comunicazione ufficiale</a></p>
<p>Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, <strong>“Sezione speciale Enti del Terzo Settore”</strong>. <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/terzo-settore-e-responsabilita-sociale-delle-imprese/focus/riforma-del-terzo-settore/sezione-speciale-enti-del-terzo-settore">Consulta la scheda della misura</a></p>
<p>Ministero delle Imprese e del Made in Italy, <strong>“Fondo di Garanzia. Avvio operatività della Sezione speciale enti Terzo settore”</strong>, 21 settembre 2026. <a href="https://www.mimit.gov.it/it/normativa/notifiche-e-avvisi/fondo-di-garanzia-avvio-operativita-della-sezione-speciale-enti-terzo-settore">Consulta l&#8217;avviso MIMIT</a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/fondo-garanzia-terzo-settore-2026/">Fondo di garanzia Terzo Settore: copertura all’80% sui finanziamenti</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Contributi INPS 2026: perché conviene controllare subito la propria posizione</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/contributi-inps-2026-interessi-sanzioni/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 16 Sep 2026 17:05:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Consulenza lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[contributi INPS 2026]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2498</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 16 settembre 2026 cambiano interessi e sanzioni collegati ai contributi INPS 2026. La variazione riguarda le nuove dilazioni e i differimenti contributivi, ma anche le sanzioni civili applicate in caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi. La modifica deriva dalla decisione assunta dalla Banca Centrale Europea il 10 settembre 2026, con cui il [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/contributi-inps-2026-interessi-sanzioni/">Contributi INPS 2026: perché conviene controllare subito la propria posizione</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Dal <strong>16 settembre 2026</strong> cambiano interessi e sanzioni collegati ai <strong>contributi INPS 2026</strong>. La variazione riguarda le nuove dilazioni e i differimenti contributivi, ma anche le sanzioni civili applicate in caso di mancato o ritardato pagamento dei contributi.</p>
<p class="isSelectedEnd">La modifica deriva dalla decisione assunta dalla <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260910~314e508016.it.html">Banca Centrale Europea il 10 settembre 2026</a>, con cui il Consiglio direttivo ha aumentato di 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento. Dal 16 settembre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema passa così dal 2,40% al <strong>2,65%</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’INPS ha recepito la variazione con la <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.09.circolare-numero-98-del-11-09-2026_15369.html">Circolare n. 98 dell’11 settembre 2026</a>, successivamente richiamata nella <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.09.versamento-contributi-previdenziali-modifiche-dal-16-settembre.html">comunicazione ufficiale pubblicata dall’Istituto il 14 settembre</a>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per imprese e datori di lavoro è quindi importante conoscere i nuovi valori, soprattutto in presenza di debiti contributivi, rateazioni da richiedere, differimenti autorizzati o versamenti effettuati oltre le scadenze previste.</p>
<h2>Contributi INPS 2026: perché cambiano interessi e sanzioni</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il punto di partenza è il nuovo tasso stabilito dalla BCE.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal <strong>16 settembre 2026</strong> il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali è fissato al <strong>2,65%</strong>. Come indicato nelle <a href="https://www.ecb.europa.eu/press/pr/date/2026/html/ecb.mp260910~314e508016.it.html">decisioni di politica monetaria della BCE</a>, questo parametro incide anche sulla determinazione degli interessi e delle sanzioni applicati dall’INPS.</p>
<p class="isSelectedEnd">La modifica produce quindi effetti diretti sia sul costo delle nuove rateazioni contributive sia sulle conseguenze economiche di determinati ritardi nei versamenti.</p>
<h2>Dilazione dei contributi INPS: nuovo tasso al 4,65%</h2>
<p class="isSelectedEnd">Dal 16 settembre 2026 l’<strong>interesse di dilazione</strong> applicato alla regolarizzazione rateale dei debiti per contributi e sanzioni civili è pari al <strong>4,65% annuo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Come precisato dall’INPS nella <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.09.circolare-numero-98-del-11-09-2026_15369.html">Circolare n. 98/2026</a>, il nuovo valore si applica alle <strong>rateazioni presentate a partire dal 16 settembre 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per le imprese che hanno già una rateazione in corso c’è però una precisazione importante: i piani di ammortamento già emessi e notificati sulla base del precedente tasso di interesse <strong>non subiscono modifiche</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo tasso interessa quindi le nuove richieste e non comporta un ricalcolo generalizzato delle rateazioni già definite.</p>
<h2>Differimento dei contributi: interesse al 4,65%</h2>
<p class="isSelectedEnd">La stessa percentuale interessa anche il differimento dei versamenti.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal 16 settembre 2026, in caso di autorizzazione al <strong>differimento del termine di versamento dei contributi</strong>, l’interesse dovuto viene calcolato al <strong>4,65% annuo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Secondo quanto riportato nella <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.09.circolare-numero-98-del-11-09-2026_15369.html">Circolare INPS n. 98 dell’11 settembre 2026</a>, per le autorizzazioni al differimento il nuovo tasso viene applicato a partire dalla <strong>contribuzione relativa al mese di agosto 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per le imprese che utilizzano questo strumento diventa quindi opportuno considerare il nuovo costo finanziario nella gestione delle proprie scadenze contributive.</p>
<h2>Ritardato pagamento dei contributi INPS: sanzione all’8,15%</h2>
<p class="isSelectedEnd">Cambiano anche le <strong>sanzioni INPS</strong> previste in caso di omissione contributiva.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal 16 settembre 2026, in caso di mancato o ritardato pagamento di contributi o premi riconducibile alle fattispecie previste dall’articolo 116, comma 8, lettera a), della legge n. 388/2000, la sanzione civile viene determinata nella misura dell’<strong>8,15% annuo</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il valore deriva dal nuovo tasso del 2,65%, al quale si aggiunge la maggiorazione di 5,5 punti percentuali prevista dalla normativa, come specificato dall’<a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/notizie/dettaglio-news-page.news.2026.09.versamento-contributi-previdenziali-modifiche-dal-16-settembre.html">INPS nella comunicazione sulle modifiche in vigore dal 16 settembre</a>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un ritardo nei versamenti diventa quindi leggermente più oneroso rispetto al periodo precedente, rendendo ancora più importante individuare rapidamente eventuali anomalie contributive.</p>
<h2>Pagamento spontaneo entro 120 giorni: quando la sanzione scende al 2,65%</h2>
<p class="isSelectedEnd">Particolarmente rilevante per le imprese è la disciplina prevista in caso di regolarizzazione tempestiva.</p>
<p class="isSelectedEnd">Se il pagamento viene effettuato:</p>
<ul data-spread="false">
<li>entro <strong>120 giorni dalla scadenza prevista dalla legge</strong>;</li>
<li>in <strong>unica soluzione</strong>;</li>
<li>spontaneamente;</li>
<li>prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori;</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">la maggiorazione di 5,5 punti percentuali non viene applicata.</p>
<p class="isSelectedEnd">Dal 16 settembre 2026, se vengono rispettate tutte le condizioni previste, la sanzione viene quindi calcolata nella misura del <strong>2,65% annuo</strong>, secondo quanto indicato nella <a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.09.circolare-numero-98-del-11-09-2026_15369.html">Circolare INPS n. 98/2026</a>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La differenza rispetto all’8,15% ordinario è significativa. Individuare tempestivamente un versamento omesso o insufficiente può quindi ridurre concretamente il costo della regolarizzazione.</p>
<h2>Omissione ed evasione contributiva non sono la stessa cosa</h2>
<p class="isSelectedEnd">È importante distinguere il semplice ritardo o l’omissione contributiva dalle situazioni qualificabili come <strong>evasione contributiva</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Come ricordato dall’<a href="https://www.inps.it/it/it/inps-comunica/atti/circolari-messaggi-e-normativa/dettaglio.circolari-e-messaggi.2026.09.circolare-numero-98-del-11-09-2026_15369.html">INPS nella Circolare n. 98</a>, per l’evasione contributiva la normativa prevede un regime sanzionatorio differente e più severo.</p>
<p class="isSelectedEnd">In via ordinaria la sanzione civile è pari al <strong>30% annuo</strong>, entro il limite massimo del 60% dell’importo dei contributi o premi non corrisposti, ferme restando le specifiche ipotesi di regolarizzazione e riduzione previste dalla normativa.</p>
<p class="isSelectedEnd">La corretta qualificazione della situazione è quindi fondamentale prima di valutare modalità, tempi e costi della regolarizzazione.</p>
<h2>Cosa cambia concretamente per le imprese dal 16 settembre</h2>
<p class="isSelectedEnd">La modifica non introduce un nuovo adempimento generalizzato per tutti i datori di lavoro, ma cambia il costo di alcune situazioni contributive.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per questo può essere utile verificare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>eventuali contributi scaduti e non ancora versati;</li>
<li>differenze o anomalie nei versamenti contributivi;</li>
<li>eventuali nuove richieste di rateazione;</li>
<li>differimenti contributivi già autorizzati o da richiedere;</li>
<li>la possibilità di intervenire tempestivamente attraverso il pagamento spontaneo;</li>
<li>la corretta gestione delle prossime scadenze previdenziali.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Il punto non è soltanto conoscere il nuovo tasso. Una posizione contributiva non monitorata può generare progressivamente interessi, sanzioni e criticità amministrative che diventano più complesse da gestire con il passare del tempo.</p>
<h2>Regolarità contributiva e ASSE.CO.</h2>
<p class="isSelectedEnd">La corretta gestione dei contributi previdenziali si inserisce inoltre in un tema più ampio di <strong>regolarità contributiva, retributiva e contrattuale dei rapporti di lavoro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">In questo ambito assume rilievo anche <strong>ASSE.CO.</strong>, l’Asseverazione di Conformità dei rapporti di lavoro promossa dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il <a href="https://www.cnoconsulentidellavoro.it/files/pdf/2025/Regolamento_Asse.co_luglio_2025.pdf">Regolamento ASSE.CO. del Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro</a> disciplina un sistema di verifica della conformità dei rapporti di lavoro rispetto agli obblighi normativi e contrattuali, comprendendo anche gli aspetti connessi alla regolarità contributiva.</p>
<p class="isSelectedEnd">La variazione dei tassi INPS non modifica direttamente la disciplina ASSE.CO., ma rappresenta un ulteriore motivo per mantenere un controllo costante sulla gestione contributiva e amministrativa del personale.</p>
<h2>Contributi INPS 2026: i nuovi valori dal 16 settembre</h2>
<p class="isSelectedEnd">In sintesi, dal <strong>16 settembre 2026</strong> i principali valori da tenere presenti sono:</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>2,65%</strong>: tasso BCE sulle operazioni di rifinanziamento principali;</li>
<li><strong>4,65%</strong>: interesse sulle nuove dilazioni contributive;</li>
<li><strong>4,65%</strong>: interesse applicato ai differimenti contributivi;</li>
<li><strong>8,15%</strong>: sanzione civile ordinaria per omissione o ritardato pagamento;</li>
<li><strong>2,65%</strong>: sanzione applicabile al pagamento spontaneo entro 120 giorni, quando vengono rispettate le condizioni previste.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Per le imprese con debiti contributivi, irregolarità o versamenti effettuati in ritardo, intervenire rapidamente può quindi ridurre in maniera significativa il costo della regolarizzazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">AFG Advisory affianca imprese e datori di lavoro nella <strong>gestione degli adempimenti contributivi e del personale</strong>, nella verifica della conformità dei rapporti di lavoro e nell’analisi delle eventuali criticità.</p>
<h3><strong><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/">Contattaci</a></strong> per approfondire la posizione della tua impresa e valutare gli interventi più appropriati.</h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/contributi-inps-2026-interessi-sanzioni/">Contributi INPS 2026: perché conviene controllare subito la propria posizione</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Sviluppo Competenze 2026: contributi fino al 70% per la formazione nelle PMI</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/sviluppo-competenze-2026-contributi-formazione-pmi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2026 17:39:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bandi PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza Agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[Invitalia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2495</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dal 10 settembre 2026 le PMI del Mezzogiorno possono presentare domanda per accedere a Sviluppo Competenze 2026, l’incentivo dedicato alla formazione del personale dipendente sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale e verde. Il nuovo sportello mette a disposizione 12.449.676 euro, ai quali potranno aggiungersi eventuali ulteriori risorse derivanti dalle istruttorie del precedente sportello. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/sviluppo-competenze-2026-contributi-formazione-pmi/">Sviluppo Competenze 2026: contributi fino al 70% per la formazione nelle PMI</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Dal <strong>10 settembre 2026</strong> le PMI del Mezzogiorno possono presentare domanda per accedere a <strong>Sviluppo Competenze 2026</strong>, l’incentivo dedicato alla formazione del personale dipendente sui temi dell’innovazione tecnologica e della transizione digitale e verde.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo sportello mette a disposizione <strong>12.449.676 euro</strong>, ai quali potranno aggiungersi eventuali ulteriori risorse derivanti dalle istruttorie del precedente sportello. Le domande possono essere presentate fino alle <strong>ore 12:00 del 21 dicembre 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’agevolazione ordinaria copre il <strong>50% delle spese ammissibili</strong>, mentre per alcuni progetti integrati sovraregionali il contributo può arrivare fino al <strong>70% per micro e piccole imprese</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La misura è promossa dal <strong>Ministero delle Imprese e del Made in Italy</strong> e gestita da <strong>Invitalia</strong>, nell’ambito del Programma Nazionale “Ricerca, Innovazione e Competitività per la transizione verde e digitale 2021-2027”.</p>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/sviluppo-competenze-specialistiche-delle-pmi">Consulta la scheda ufficiale di Sviluppo Competenze su Invitalia</a></p>
<h2>Sviluppo Competenze 2026: cosa finanzia</h2>
<p class="isSelectedEnd">L’obiettivo dell’incentivo non è finanziare genericamente qualsiasi attività formativa. <strong>Sviluppo Competenze 2026</strong> sostiene percorsi destinati ad accrescere o consolidare le competenze del personale dipendente in ambiti considerati strategici per la competitività delle imprese.</p>
<p class="isSelectedEnd">La formazione deve essere collegata in particolare all’<strong>innovazione tecnologica</strong>, alla <strong>digitalizzazione</strong> e alla <strong>transizione verde</strong>, permettendo alle PMI di acquisire competenze utili per affrontare l’evoluzione dei processi produttivi e organizzativi.</p>
<p class="isSelectedEnd">I percorsi devono rientrare negli ambiti previsti dalla normativa della misura ed essere realizzati presso unità locali situate nelle regioni ammesse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il costo ammissibile di ogni progetto deve essere compreso tra <strong>10.000 e 60.000 euro per impresa</strong>. I percorsi formativi devono inoltre essere avviati entro sei mesi dalla concessione dell’agevolazione e, ordinariamente, conclusi entro i successivi dodici mesi.</p>
<h2>Quali PMI possono richiedere i contributi per la formazione</h2>
<p class="isSelectedEnd">La misura è destinata alle <strong>micro, piccole e medie imprese</strong> con unità locali nelle regioni <strong>Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Un elemento importante riguarda il secondo sportello aperto il 10 settembre: <strong>non possono presentare una nuova domanda le imprese che hanno già partecipato al precedente sportello</strong>, chiuso il 23 giugno 2026, anche nel caso in cui intendano proporre un percorso formativo differente.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il <strong>40% delle risorse disponibili</strong> è inoltre riservato alle imprese appartenenti alle filiere <strong>automotive</strong> e <strong>moda, tessile e arredamento</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Per le aziende interessate ai nuovi <strong>incentivi per la formazione nel 2026</strong>, diventa quindi fondamentale verificare preventivamente non soltanto la localizzazione dell’attività, ma anche il rispetto dei requisiti previsti dalla misura e la corretta impostazione del progetto formativo.</p>
<h2>Contributi fino al 70%: quanto può ottenere un’impresa</h2>
<p class="isSelectedEnd">Per una PMI che presenta autonomamente il proprio progetto, il contributo copre il <strong>50% delle spese ammissibili</strong>. Considerato il limite massimo di 60.000 euro di costi rendicontabili, l’agevolazione può quindi raggiungere <strong>30.000 euro</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le condizioni diventano più favorevoli nel caso dei <strong>progetti integrati sovraregionali</strong>.</p>
<ul data-spread="false">
<li><strong>PMI con progetto singolo:</strong> contributo del 50%, fino a 30.000 euro.</li>
<li><strong>Micro e piccola impresa in progetto integrato sovraregionale:</strong> contributo del 70%, fino a 42.000 euro.</li>
<li><strong>Media impresa in progetto integrato sovraregionale:</strong> contributo del 60%, fino a 36.000 euro.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">I progetti integrati possono coinvolgere <strong>fino a 10 imprese</strong>, devono interessare unità locali localizzate in almeno <strong>due diverse regioni del Mezzogiorno</strong> e devono essere costruiti attorno a una finalità di sviluppo comune, complementare o collegata.</p>
<p class="isSelectedEnd">La maggiorazione rappresenta quindi un’opportunità particolarmente interessante per imprese appartenenti alla stessa filiera o coinvolte in percorsi condivisi di innovazione e crescita delle competenze.</p>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/sc/cosa-si-puo-fare">Approfondisci progetti e spese ammissibili sul sito di Invitalia</a></p>
<h2>Perché investire oggi nella formazione dei dipendenti</h2>
<p class="isSelectedEnd">La formazione agevolata può assumere un ruolo strategico quando viene collegata a un percorso concreto di evoluzione dell’impresa.</p>
<p class="isSelectedEnd">Digitalizzare un processo, introdurre nuove tecnologie o modificare i modelli produttivi richiede infatti non soltanto investimenti in software e attrezzature, ma anche <strong>persone in grado di utilizzare efficacemente i nuovi strumenti</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Da questo punto di vista, <strong>Sviluppo Competenze 2026</strong> permette alle PMI di ridurre il costo necessario per aggiornare le competenze interne e accompagnare programmi più ampi di innovazione aziendale.</p>
<p class="isSelectedEnd">La misura può quindi affiancarsi ad altri strumenti di <a href="https://www.afgadvisory.it/finanza-agevolata/"><strong>finanza agevolata per le imprese</strong></a>, purché vengano rispettati i limiti previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato e dal regime <em>de minimis</em>.</p>
<h2>Come e quando presentare la domanda</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il secondo sportello è operativo dalle <strong>ore 12:00 del 10 settembre 2026</strong> e resterà aperto fino alle <strong>ore 12:00 del 21 dicembre 2026</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La procedura viene gestita telematicamente attraverso l’area personale di Invitalia. Prima dell’invio è necessario predisporre il progetto formativo e la documentazione richiesta, compresa l’offerta economica del fornitore dei servizi di formazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">La documentazione prevista cambia inoltre in parte tra una domanda presentata da una singola PMI e un progetto integrato sovraregionale.</p>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://www.invitalia.it/incentivi-e-strumenti/sviluppo-competenze-specialistiche-delle-pmi/presenta-la-domanda">Consulta la pagina Invitalia dedicata alla presentazione della domanda</a></p>
<p class="isSelectedEnd">L’apertura del secondo sportello è stata disposta dal <strong>Decreto direttoriale n. 2095 del 13 luglio 2026</strong>, con ulteriori disposizioni definite successivamente dal Ministero.</p>
<p class="isSelectedEnd"><a href="https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-direttoriali/decreto-direttoriale-13-luglio-2026-sviluppo-competenze-secondo-sportello">Consulta il Decreto direttoriale del 13 luglio 2026 sul sito del MIMIT</a></p>
<h2>Sviluppo Competenze 2026: valutare il progetto prima della domanda</h2>
<p class="isSelectedEnd">La percentuale di contributo è sicuramente uno degli elementi più interessanti della misura, ma <strong>l’agevolazione deve partire da un progetto formativo coerente con le esigenze reali dell’impresa</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">Prima di procedere è quindi opportuno verificare i requisiti aziendali, l’ammissibilità delle attività formative, la corretta definizione dei costi e l’eventuale convenienza di partecipare individualmente oppure attraverso un progetto integrato sovraregionale.</p>
<p class="isSelectedEnd"><strong>AFG Advisory affianca le imprese nell’analisi delle opportunità di finanza agevolata, nella verifica dei requisiti e nella costruzione del percorso più adatto agli obiettivi aziendali.</strong></p>
<p class="isSelectedEnd">Vuoi capire se <strong>Sviluppo Competenze 2026</strong> è applicabile alla tua impresa e come strutturare correttamente il progetto?</p>
<h3><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/"><strong>Contatta AFG Advisory</strong></a> per valutare l’opportunità e verificare i requisiti di accesso.</h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/sviluppo-competenze-2026-contributi-formazione-pmi/">Sviluppo Competenze 2026: contributi fino al 70% per la formazione nelle PMI</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>5 per mille 2026: scadenza 30 settembre per gli Enti del Terzo Settore</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/5-per-mille-2026-scadenza-30-settembre-ets/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Sep 2026 10:19:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Terzo settore]]></category>
		<category><![CDATA[terzo settore adempimenti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2492</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il 30 settembre 2026 rappresenta una scadenza importante per gli Enti del Terzo Settore che intendono accedere al 5 per mille 2026 e non hanno completato l’accreditamento entro il termine ordinario del 10 aprile. Gli enti interessati hanno infatti ancora la possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso la remissione in bonis, presentando l’istanza di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/5-per-mille-2026-scadenza-30-settembre-ets/">5 per mille 2026: scadenza 30 settembre per gli Enti del Terzo Settore</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>30 settembre 2026</strong> rappresenta una scadenza importante per gli Enti del Terzo Settore che intendono accedere al <strong>5 per mille 2026</strong> e non hanno completato l’accreditamento entro il termine ordinario del 10 aprile.</p>
<p>Gli enti interessati hanno infatti ancora la possibilità di regolarizzare la propria posizione attraverso la <strong>remissione in bonis</strong>, presentando l’istanza di accreditamento e versando contestualmente <strong>250 euro</strong>.</p>
<p>Non si tratta, quindi, di un nuovo adempimento generalizzato per tutti gli ETS. La scadenza riguarda in particolare gli enti che non risultano già regolarmente accreditati e che vogliono recuperare il termine ordinario.</p>
<p>Prima del 30 settembre è quindi opportuno verificare la propria posizione nel <strong>RUNTS</strong>, la presenza negli elenchi permanenti e la correttezza delle informazioni necessarie per ricevere il contributo.</p>
<h2>5 per mille 2026: cosa succede dopo il termine del 10 aprile</h2>
<p>Per partecipare al riparto del <strong>5 per mille 2026</strong>, gli Enti del Terzo Settore dovevano ordinariamente effettuare l’accreditamento entro il <strong>10 aprile 2026</strong>.</p>
<p>Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali prevede però la possibilità di recuperare il mancato adempimento.</p>
<p>Gli enti che non hanno effettuato tempestivamente l’accreditamento possono presentare l’istanza <strong>entro il 30 settembre 2026</strong>, ricorrendo alla remissione in bonis.</p>
<p>La regolarizzazione richiede il versamento di <strong>250 euro</strong>, da effettuare tramite <strong>modello F24 ELIDE utilizzando il codice tributo 8115</strong>.</p>
<p>Per gli enti interessati, settembre rappresenta quindi l’ultima finestra utile per intervenire sull’accreditamento relativo all’anno finanziario 2026.</p>
<h2>Chi deve verificare la propria posizione</h2>
<p>La scadenza non riguarda indistintamente tutti gli Enti del Terzo Settore.</p>
<p>Gli enti già compresi nell’<strong>elenco permanente del 5 per mille</strong>, qualora continuino a possedere i requisiti previsti, non devono infatti ripetere ogni anno la procedura di accreditamento.</p>
<p>Il controllo diventa invece particolarmente importante per:</p>
<ul>
<li>gli ETS che non hanno richiesto l’accreditamento entro il 10 aprile 2026;</li>
<li>gli enti di recente costituzione o iscrizione al RUNTS;</li>
<li>gli enti che non risultano presenti nell’elenco permanente;</li>
<li>le organizzazioni che hanno modificato recentemente la propria posizione nel RUNTS;</li>
<li>le cooperative sociali e le imprese sociali interessate dal beneficio.</li>
</ul>
<p>Prima di procedere con la remissione in bonis è quindi opportuno verificare se l’adempimento sia effettivamente necessario, evitando versamenti o pratiche non dovuti.</p>
<h2>Accreditamento 5 per mille e RUNTS</h2>
<p>Per gli Enti del Terzo Settore il <strong>RUNTS, Registro Unico Nazionale del Terzo Settore</strong>, rappresenta il principale riferimento per l’accesso al beneficio.</p>
<p>Gli enti che presentano una richiesta di iscrizione al Registro possono indicare la volontà di accedere al 5 per mille selezionando l’apposita voce dedicata all’<strong>“Accreditamento del 5/1000”</strong> e inserendo i dati richiesti.</p>
<p>Anche per gli enti già iscritti è importante verificare che le informazioni presenti nel Registro siano corrette e complete.</p>
<p>Un elemento da non trascurare è l’<strong>IBAN</strong>.</p>
<p>L’inserimento delle coordinate bancarie nel RUNTS costituisce infatti un passaggio necessario per consentire l’effettivo accredito del contributo.</p>
<p>Essere ammessi al beneficio, quindi, non è sufficiente se i dati necessari al pagamento non risultano correttamente comunicati.</p>
<h2>Cooperative sociali e imprese sociali: cosa controllare</h2>
<p>La disciplina interessa anche le <strong>cooperative sociali</strong> e alcune imprese sociali, con regole che richiedono una verifica specifica della posizione dell’ente.</p>
<p>Le cooperative sociali e le imprese sociali ammesse che risultano già comprese nell’elenco permanente vengono considerate accreditate anche per il 2026, fermo restando il controllo delle informazioni necessarie per il pagamento.</p>
<p>Gli enti che non risultano nell’elenco permanente possono invece accreditarsi secondo le modalità previste per il 2026, utilizzando entro il 30 settembre la remissione in bonis qualora abbiano superato il termine ordinario.</p>
<p>È inoltre importante ricordare che <strong>le imprese sociali costituite in forma societaria non possono accedere al beneficio del 5 per mille</strong>, secondo quanto previsto dalla disciplina vigente.</p>
<p>Per cooperative sociali e imprese sociali diventa quindi particolarmente utile controllare la posizione nel RUNTS e verificare preventivamente l’effettiva possibilità di accedere al beneficio.</p>
<h2>Attenzione agli enti che si accreditano per la prima volta</h2>
<p>Un ulteriore controllo riguarda gli enti che intendono accedere per la prima volta al <strong>5 per mille 2026</strong>.</p>
<p>Non è sufficiente presentare entro il 30 settembre la richiesta di accreditamento e versare i 250 euro.</p>
<p>Per ottenere utilmente l’accreditamento, l’ente deve aver presentato nei termini anche l’istanza di iscrizione al RUNTS e deve conseguire il relativo provvedimento di iscrizione <strong>entro il 31 dicembre 2026</strong>.</p>
<p>La remissione in bonis, quindi, consente di recuperare il termine relativo all’accreditamento, ma non garantisce automaticamente l’ammissione al beneficio in assenza degli altri requisiti previsti.</p>
<h2>Cosa verificare entro il 30 settembre</h2>
<p>Considerata la vicinanza della scadenza, gli Enti del Terzo Settore interessati dovrebbero effettuare una verifica preventiva della propria posizione.</p>
<p>In particolare, è opportuno controllare:</p>
<ul>
<li>la presenza nell’elenco permanente del 5 per mille;</li>
<li>l’avvenuto accreditamento per il 2026;</li>
<li>la posizione e i dati presenti nel RUNTS;</li>
<li>la corretta indicazione dell’IBAN;</li>
<li>l’eventuale necessità della remissione in bonis;</li>
<li>il corretto versamento dei 250 euro;</li>
<li>per i nuovi enti, lo stato della procedura di iscrizione al RUNTS.</li>
</ul>
<p>Un controllo effettuato con anticipo permette di individuare eventuali anomalie e intervenire prima del <strong>30 settembre 2026</strong>, evitando di perdere la possibilità di partecipare al riparto del contributo.</p>
<h2>Il supporto di AFG Advisory</h2>
<p>La gestione del 5 per mille richiede di verificare non soltanto le scadenze, ma anche la situazione concreta dell’ente, la sua iscrizione al RUNTS, l’eventuale presenza negli elenchi permanenti e la completezza dei dati necessari per l’erogazione del contributo.</p>
<p><strong>AFG Advisory affianca gli Enti del Terzo Settore e le cooperative sociali nella verifica della posizione, degli adempimenti e della documentazione necessaria per accedere correttamente al 5 per mille.</strong></p>
<p>In vista della scadenza del 30 settembre 2026, una verifica preventiva consente di capire rapidamente se sia necessario procedere con la remissione in bonis e quali adempimenti debbano ancora essere completati.</p>
<h3><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Contatta AFG Advisory per verificare la posizione del tuo ente e gli adempimenti necessari per il 5 per mille 2026.</strong></a></h3>
<p><strong>Fonte:</strong> <a href="https://lavoro.gov.it/temi-e-priorita/terzo-settore-e-responsabilita-sociale-delle-imprese/focus/cinque-mille/pagine/anno-2026" target="_blank" rel="noopener">Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – <em>5 per mille, anno 2026</em></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/5-per-mille-2026-scadenza-30-settembre-ets/">5 per mille 2026: scadenza 30 settembre per gli Enti del Terzo Settore</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Scoperta imprenditoriale II 2026: 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/scoperta-imprenditoriale-ii-2026-mezzogiorno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2026 11:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bandi PMI]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza Agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[Finanza agevolata]]></category>
		<category><![CDATA[incentivi alle imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Mezzogiorno]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2488</guid>

					<description><![CDATA[<p>Con oltre 505 milioni di euro disponibili, Scoperta imprenditoriale II 2026 rappresenta una misura importante per le imprese che intendono sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi nelle regioni del Mezzogiorno. Non si tratta, però, di un incentivo destinato a generici investimenti tecnologici. I progetti devono prevedere concrete attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, avere [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/scoperta-imprenditoriale-ii-2026-mezzogiorno/">Scoperta imprenditoriale II 2026: 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con oltre <strong>505 milioni di euro disponibili</strong>, <strong>Scoperta imprenditoriale II 2026</strong> rappresenta una misura importante per le imprese che intendono sviluppare nuovi prodotti, processi o servizi nelle regioni del Mezzogiorno.</p>
<p>Non si tratta, però, di un incentivo destinato a generici investimenti tecnologici. I progetti devono prevedere concrete attività di <strong>ricerca industriale e sviluppo sperimentale</strong>, avere un valore compreso tra 1 e 5 milioni di euro e produrre un avanzamento tecnologico significativo.</p>
<p>La procedura di precompilazione sarà disponibile dal <strong>24 settembre 2026</strong>, mentre le domande potranno essere presentate dalle <strong>ore 10:00 del 7 ottobre 2026</strong>. Prima di arrivare all’apertura dello sportello è quindi necessario verificare non soltanto l’idea progettuale, ma anche la solidità finanziaria dell’impresa, la qualità delle collaborazioni e la coerenza tra attività, costi e risultati attesi.</p>
<h2>Una misura rilevante, ma non adatta a ogni investimento</h2>
<p>Scoperta imprenditoriale II 2026 dispone precisamente di <strong>505.801.524,89 euro</strong>, messi a disposizione attraverso il Fondo per la crescita sostenibile.</p>
<p>Il <strong>60% delle risorse</strong> è riservato ai progetti presentati da PMI e reti di imprese. All’interno di questa quota, una sottoriserva del <strong>25%</strong> è destinata alle micro e piccole imprese.</p>
<p>La dotazione è consistente, ma la dimensione del fondo non deve far pensare a un’agevolazione facilmente accessibile. Il Ministero richiede progetti strutturati, con obiettivi tecnici misurabili e una chiara capacità di trasformare la ricerca in applicazioni concrete.</p>
<p>Il primo controllo da effettuare riguarda quindi la natura del programma: <strong>l’impresa deve dimostrare di voler sviluppare qualcosa di realmente nuovo o di migliorare in modo sostanziale una soluzione esistente</strong>.</p>
<h2>Quali imprese possono presentare domanda</h2>
<p>Possono accedere alle agevolazioni le <strong>imprese di qualsiasi dimensione</strong> che abbiano almeno due bilanci approvati al momento della domanda e svolgano attività industriali, agroindustriali, artigiane o di ricerca.</p>
<p>Le imprese agricole, le imprese che forniscono servizi all’industria e gli Organismi di ricerca possono partecipare come co-proponenti di un progetto congiunto.</p>
<p>Un aspetto da non sottovalutare riguarda la localizzazione. Non è necessario che la sede legale dell’impresa si trovi nel Mezzogiorno. Il progetto deve però essere realizzato in una o più <strong>unità locali operative</strong> situate in:</p>
<ul>
<li>Basilicata;</li>
<li>Calabria;</li>
<li>Campania;</li>
<li>Molise;</li>
<li>Puglia;</li>
<li>Sardegna;</li>
<li>Sicilia.</li>
</ul>
<p>Questo permette di accedere alla misura anche alle imprese con sede legale in altre regioni. L’unità locale indicata, tuttavia, deve essere realmente operativa e disporre di personale, attrezzature e condizioni adeguate allo svolgimento delle attività previste.</p>
<p><strong>La localizzazione non può quindi essere soltanto formale</strong>, ma deve risultare coerente con l’organizzazione tecnica del progetto.</p>
<h2>Quali progetti di ricerca e sviluppo sono finanziabili</h2>
<p>I progetti devono riguardare attività di <strong>ricerca industriale e sviluppo sperimentale</strong> finalizzate alla realizzazione di nuovi prodotti, processi o servizi oppure al miglioramento sostanziale di quelli esistenti.</p>
<p>Ogni programma deve:</p>
<ul>
<li>prevedere costi ammissibili compresi tra <strong>1 e 5 milioni di euro</strong>;</li>
<li>non superare, per ciascuna impresa, il 60% della media del fatturato degli ultimi due esercizi;</li>
<li>avere una durata compresa tra <strong>18 e 36 mesi</strong>;</li>
<li>iniziare dopo la presentazione della domanda;</li>
<li>essere avviato entro tre mesi dalla concessione delle agevolazioni.</li>
</ul>
<p>Il rapporto tra dimensione del progetto e fatturato è particolarmente importante. Il budget non può essere costruito partendo dal contributo massimo ottenibile, ma deve essere proporzionato alla struttura economica dell’impresa e alle attività che questa è concretamente in grado di sostenere.</p>
<p>Le tecnologie abilitanti ammesse comprendono:</p>
<ul>
<li>materiali avanzati e nanotecnologie;</li>
<li>fotonica e micro e nanoelettronica;</li>
<li>sistemi avanzati di produzione;</li>
<li>tecnologie delle scienze della vita;</li>
<li>intelligenza artificiale;</li>
<li>connessione e sicurezza digitale.</li>
</ul>
<p>La semplice introduzione di un software, l’acquisto di nuove attrezzature o la digitalizzazione ordinaria di un processo aziendale non sono sufficienti. Anche quando vengono utilizzate tecnologie avanzate, il progetto deve dimostrare un effettivo contenuto di ricerca e un miglioramento non riconducibile a un normale aggiornamento tecnico.</p>
<h2>La collaborazione è una parte centrale del progetto</h2>
<p>Scoperta imprenditoriale II 2026 prevede che i programmi siano realizzati secondo una delle modalità collaborative stabilite dalla misura.</p>
<p>La prima possibilità consiste nella presentazione di un progetto congiunto composto da un massimo di <strong>tre soggetti proponenti</strong>, compresa l’impresa capofila. In questo caso deve partecipare almeno una PMI, ogni soggetto deve sostenere almeno il 10% dei costi ammissibili e la collaborazione deve essere regolata da un contratto di rete, un accordo di partenariato o un’altra forma contrattuale adeguata.</p>
<p>La seconda possibilità riguarda una PMI o una piccola impresa a media capitalizzazione che presenta il progetto individualmente. L’impresa deve comunque coinvolgere uno o più soggetti esterni e indipendenti attraverso servizi di ricerca, consulenza in ricerca e sviluppo o ricerca contrattuale. Queste attività devono rappresentare almeno il <strong>10% dei costi complessivi ammissibili</strong>.</p>
<p>Le grandi imprese possono invece partecipare soltanto attraverso un progetto congiunto che comprenda almeno una PMI.</p>
<p>La scelta dei partner non dovrebbe essere affrontata come un semplice adempimento. Competenze, attività affidate, costi e responsabilità devono essere coerenti con gli obiettivi dichiarati.</p>
<p>Una collaborazione costruita soltanto per raggiungere la percentuale minima richiesta rischia di indebolire la proposta. Al contrario, il coinvolgimento di soggetti con esperienze tecniche pertinenti può rafforzare la credibilità e la concreta realizzabilità del progetto.</p>
<h2>Quanto finanzia Scoperta imprenditoriale II 2026</h2>
<p>Per le imprese, le agevolazioni comprendono due componenti concesse congiuntamente:</p>
<ul>
<li><strong>finanziamento agevolato pari al 40%</strong> dei costi ammissibili;</li>
<li><strong>contributo diretto del 40%</strong> per le piccole imprese;</li>
<li><strong>contributo diretto del 35%</strong> per le medie imprese;</li>
<li><strong>contributo diretto del 30%</strong> per le grandi imprese.</li>
</ul>
<p>Il finanziamento agevolato può avere una durata massima di otto anni e prevede un tasso ridotto dell’80% rispetto a quello di riferimento.</p>
<p>Le percentuali indicate sono nominali e restano soggette ai limiti massimi previsti dalla normativa europea sugli aiuti di Stato. Non è quindi corretto considerare automaticamente acquisita una copertura complessiva dell’80%, del 75% o del 70%.</p>
<p>Inoltre, finanziamento e contributo sono concessi in concorso tra loro: <strong>le imprese non possono scegliere di richiedere soltanto il contributo diretto alla spesa</strong>.</p>
<p>Per gli Organismi di ricerca è previsto esclusivamente il contributo diretto, pari al <strong>60% per la ricerca industriale</strong> e al <strong>40% per lo sviluppo sperimentale</strong>.</p>
<h2>Quali costi possono essere agevolati</h2>
<p>Tra le principali spese ammissibili rientrano il personale tecnico e scientifico impiegato nel progetto, gli strumenti e le attrezzature utilizzati per le attività di ricerca, le consulenze specialistiche, la ricerca contrattuale e l’acquisizione o la licenza di brevetti e know-how.</p>
<p>Possono essere considerate anche le spese generali e i materiali necessari allo svolgimento del programma. Queste ultime categorie sono calcolate forfettariamente nella misura del 20% degli altri costi ammissibili.</p>
<p>Sono invece escluse le spese per il personale impegnato in mansioni amministrative, contabili o commerciali.</p>
<p>Anche in questo caso, il budget deve derivare dalle attività tecniche previste. Costi sovrastimati, voci poco giustificate o una distribuzione incoerente tra ricerca industriale e sviluppo sperimentale possono compromettere la valutazione.</p>
<h2>Le date da ricordare</h2>
<p>La piattaforma del Fondo per la crescita sostenibile sarà disponibile per la compilazione della domanda dal <strong>24 settembre 2026</strong>.</p>
<p>L’invio delle richieste sarà possibile dalle <strong>ore 10:00 del 7 ottobre 2026</strong>.</p>
<p>Le domande saranno esaminate secondo l’ordine cronologico giornaliero. Tutte quelle presentate nella stessa giornata verranno considerate come pervenute nello stesso momento, indipendentemente dall’ora e dal minuto di trasmissione.</p>
<p>Se le risorse residue non fossero sufficienti per tutte le domande presentate nello stesso giorno, sarà predisposta una graduatoria basata sulla solidità economico-finanziaria dei proponenti. In caso di parità, verrà favorito il progetto con il costo complessivo più basso.</p>
<p>Il meccanismo non premia quindi l’invio effettuato qualche secondo prima. Questo riduce la pressione sul momento dell’apertura, ma rende ancora più importante arrivare al 7 ottobre con una pratica completa, verificata e finanziariamente sostenibile.</p>
<h2>Cosa verificare prima di presentare la domanda</h2>
<p>La precompilazione dovrebbe essere utilizzata per controllare una documentazione già strutturata, non per iniziare a definire il progetto.</p>
<p>Prima dell’apertura dello sportello è opportuno verificare:</p>
<ul>
<li>la reale natura innovativa delle attività proposte;</li>
<li>l’ammissibilità dell’impresa e dell’unità locale;</li>
<li>la capacità economica di sostenere il progetto e restituire il finanziamento;</li>
<li>le competenze e il ruolo operativo dei partner;</li>
<li>la coerenza tra attività, tempi, risultati e costi;</li>
<li>la corretta predisposizione del contratto di collaborazione;</li>
<li>il rispetto del principio DNSH e degli altri requisiti previsti;</li>
<li>la completezza della documentazione tecnica, economica e societaria.</li>
</ul>
<p>Una verifica preventiva permette di individuare eventuali criticità prima dell’invio e di capire se il progetto possiede condizioni sufficienti per affrontare la valutazione.</p>
<h2>Valutare il progetto prima della domanda</h2>
<p>Tra gli <strong>incentivi per ricerca e sviluppo 2026</strong>, Scoperta imprenditoriale II offre un sostegno rilevante. La dimensione minima dei progetti e i criteri di valutazione richiedono però una preparazione accurata.</p>
<p>Prima di procedere è necessario verificare la reale natura innovativa del programma, la sostenibilità finanziaria, l’ammissibilità dei costi e la corretta costruzione delle collaborazioni.</p>
<p><strong>AFG Advisory affianca le imprese nell’analisi preliminare, nella definizione del progetto e nella predisposizione della domanda di agevolazione.</strong></p>
<h3>Hai un progetto di ricerca e sviluppo da realizzare nel Mezzogiorno? <a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Contattaci per verificarne requisiti, sostenibilità e possibilità di accesso alla misura.</strong></a></h3>
<h3>Fonti ufficiali</h3>
<ul>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/incentivi/scoperta-imprenditoriale-2026">MIMIT – Scoperta imprenditoriale II 2026</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/normativa/decreti-direttoriali/decreto-direttoriale-6-agosto-2026-scoperta-imprenditoriale-ii-termini-e-modalita-per-la-presentazione-delle-domande-di-agevolazioni">Decreto direttoriale 6 agosto 2026</a></li>
<li><a href="https://www.mimit.gov.it/it/assistenza/domande-frequenti/scoperta-imprenditoriale-ii-2026-risposta-alle-domande-frequenti-faq">FAQ ufficiali Scoperta imprenditoriale II</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/scoperta-imprenditoriale-ii-2026-mezzogiorno/">Scoperta imprenditoriale II 2026: 505 milioni per ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Revisione delle cooperative: controlli, documenti e adempimenti da preparare</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/revisione-cooperative-documenti-controlli/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 06:08:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cooperative]]></category>
		<category><![CDATA[revisione delle cooperative]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2481</guid>

					<description><![CDATA[<p>La revisione delle cooperative non è un semplice controllo formale sui documenti societari. L’attività serve a verificare che la cooperativa mantenga una gestione coerente con il proprio scopo mutualistico, rispetti le regole di partecipazione democratica e adempia correttamente agli obblighi amministrativi, contabili e lavoristici. Arrivare all’appuntamento con documenti incompleti, libri sociali non aggiornati o informazioni [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/revisione-cooperative-documenti-controlli/">Revisione delle cooperative: controlli, documenti e adempimenti da preparare</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="93" data-end="431">La <strong data-start="96" data-end="127">revisione delle cooperative</strong> non è un semplice controllo formale sui documenti societari. L’attività serve a verificare che la cooperativa mantenga una gestione coerente con il proprio scopo mutualistico, rispetti le regole di partecipazione democratica e adempia correttamente agli obblighi amministrativi, contabili e lavoristici.</p>
<p data-start="433" data-end="647">Arrivare all’appuntamento con documenti incompleti, libri sociali non aggiornati o informazioni non coerenti può generare richieste di integrazione e, nei casi più rilevanti, l’apertura di una fase di accertamento.</p>
<p data-start="649" data-end="930">Per questo motivo, la preparazione dovrebbe iniziare prima della comunicazione del revisore, attraverso una verifica coordinata della posizione societaria, della contabilità, dei rapporti con i soci e degli eventuali adempimenti specifici previsti per la categoria di appartenenza.</p>
<h2 data-section-id="13rpa3d" data-start="932" data-end="972">A cosa serve la revisione cooperativa</h2>
<p data-start="974" data-end="1108">La vigilanza sulle società cooperative viene esercitata attraverso revisioni periodiche e, quando necessario, ispezioni straordinarie.</p>
<p data-start="1110" data-end="1165">La revisione è finalizzata principalmente ad accertare:</p>
<ul data-start="1167" data-end="1612">
<li data-section-id="ymw2nk" data-start="1167" data-end="1224">l’effettivo perseguimento dello <strong data-start="1201" data-end="1223">scopo mutualistico</strong>;</li>
<li data-section-id="1w9n3gz" data-start="1225" data-end="1291">la corretta partecipazione dei soci alla vita della cooperativa;</li>
<li data-section-id="1pkpovu" data-start="1292" data-end="1338">la regolarità della gestione amministrativa;</li>
<li data-section-id="12nyqa7" data-start="1339" data-end="1386">la consistenza della situazione patrimoniale;</li>
<li data-section-id="mrmtyj" data-start="1387" data-end="1428">la conformità dei rapporti associativi;</li>
<li data-section-id="1io4d4c" data-start="1429" data-end="1502">la correttezza dei rapporti di lavoro instaurati con i soci lavoratori;</li>
<li data-section-id="1818ehc" data-start="1503" data-end="1612">la presenza dei requisiti necessari per beneficiare delle agevolazioni previste per il sistema cooperativo.</li>
</ul>
<p data-start="1614" data-end="1855">Le revisioni vengono normalmente programmate almeno una volta ogni due anni. Sono invece sottoposte a revisione annuale le cooperative sociali e le altre cooperative individuate dalla normativa speciale.</p>
<p data-start="1857" data-end="2117">Il Decreto ministeriale del 5 marzo 2025 ha inoltre aggiornato le modalità di svolgimento della revisione e la relativa modulistica, introducendo una maggiore digitalizzazione dei verbali e delle procedure di accertamento.</p>
<h2 data-section-id="1dz0cu2" data-start="2119" data-end="2156">Quali controlli vengono effettuati</h2>
<p data-start="2158" data-end="2378">Il revisore non si limita a verificare che i documenti esistano. Controlla soprattutto che le informazioni contenute nei diversi registri, verbali e documenti contabili siano <strong data-start="2333" data-end="2377">aggiornate, corrette e coerenti tra loro</strong>.</p>
<h3 data-section-id="6gr6dg" data-start="2380" data-end="2429">Statuto, visura e posizione della cooperativa</h3>
<p data-start="2431" data-end="2470">È opportuno verificare preventivamente:</p>
<ul data-start="2472" data-end="2847">
<li data-section-id="a64v41" data-start="2472" data-end="2509">atto costitutivo e statuto vigente;</li>
<li data-section-id="1ft1298" data-start="2510" data-end="2543">eventuali modifiche statutarie;</li>
<li data-section-id="1o8tvau" data-start="2544" data-end="2592">iscrizione all’Albo delle società cooperative;</li>
<li data-section-id="18d0qg6" data-start="2593" data-end="2622">visura camerale aggiornata;</li>
<li data-section-id="3ews9o" data-start="2623" data-end="2682">attività dichiarate e attività effettivamente esercitate;</li>
<li data-section-id="1ugsz2i" data-start="2683" data-end="2741">sede legale, cariche sociali e poteri di rappresentanza;</li>
<li data-section-id="1doqrl4" data-start="2742" data-end="2772">validità dell’indirizzo PEC;</li>
<li data-section-id="1ozngyc" data-start="2773" data-end="2847">eventuali autorizzazioni o iscrizioni richieste dal settore di attività.</li>
</ul>
<p data-start="2849" data-end="3020">Una modifica non comunicata, una carica non aggiornata o una PEC non funzionante possono creare problemi anche nella ricezione delle comunicazioni relative alla revisione.</p>
<h2 data-section-id="12r63aa" data-start="3022" data-end="3067">Libri sociali e funzionamento degli organi</h2>
<p data-start="3069" data-end="3104">Tra i documenti centrali rientrano:</p>
<ul data-start="3106" data-end="3392">
<li data-section-id="tdmwov" data-start="3106" data-end="3123"><strong data-start="3108" data-end="3122">libro soci</strong>;</li>
<li data-section-id="1bj5q7e" data-start="3124" data-end="3148">libro delle assemblee;</li>
<li data-section-id="umbihv" data-start="3149" data-end="3217">libro delle decisioni o delle riunioni dell’organo amministrativo;</li>
<li data-section-id="1iqc7sw" data-start="3218" data-end="3268">libro dell’organo di controllo, quando presente;</li>
<li data-section-id="1e7mhu3" data-start="3269" data-end="3330">verbali delle assemblee e del consiglio di amministrazione;</li>
<li data-section-id="1evgyfi" data-start="3331" data-end="3392">convocazioni, deleghe e documentazione allegata ai verbali.</li>
</ul>
<p data-start="3394" data-end="3551">Il libro soci deve rappresentare correttamente la composizione della base sociale, le quote sottoscritte e versate, le ammissioni, i recessi e le esclusioni.</p>
<p data-start="3553" data-end="3887">Anche i verbali devono essere completi, sottoscritti e coerenti con le decisioni effettivamente assunte. La nuova impostazione della modulistica presta particolare attenzione alla trascrizione delle deliberazioni e alla conoscenza, da parte dell’assemblea, degli esiti della precedente revisione.</p>
<h2 data-section-id="1e28djd" data-start="3889" data-end="3934">Rapporti con i soci e scambio mutualistico</h2>
<p data-start="3936" data-end="4134">La presenza formale dei soci non è sufficiente. La revisione deve consentire di comprendere se la base sociale sia effettiva e se i soci partecipino allo scambio mutualistico previsto dallo statuto.</p>
<p data-start="4136" data-end="4174">È quindi necessario poter ricostruire:</p>
<ul data-start="4176" data-end="4520">
<li data-section-id="1m6bbnx" data-start="4176" data-end="4209">domande di ammissione dei soci;</li>
<li data-section-id="tm8lsi" data-start="4210" data-end="4252">deliberazioni di accettazione o rifiuto;</li>
<li data-section-id="1m6l5vb" data-start="4253" data-end="4293">comunicazioni di recesso o esclusione;</li>
<li data-section-id="1c2h6k3" data-start="4294" data-end="4342">possesso dei requisiti previsti dallo statuto;</li>
<li data-section-id="12emqun" data-start="4343" data-end="4372">categorie di soci presenti;</li>
<li data-section-id="zt2gni" data-start="4373" data-end="4407">capitale sottoscritto e versato;</li>
<li data-section-id="k1u9j6" data-start="4408" data-end="4472">attività svolta dalla cooperativa con i soci e con i non soci;</li>
<li data-section-id="12u7kcg" data-start="4473" data-end="4520">eventuali vantaggi mutualistici riconosciuti.</li>
</ul>
<p data-start="4522" data-end="4768">La relazione sulla gestione o, nei casi previsti, la nota integrativa non dovrebbe limitarsi a formule generiche. Deve spiegare concretamente come la cooperativa ha perseguito lo scopo mutualistico e quali benefici sono stati prodotti per i soci.</p>
<p data-start="4770" data-end="4997">La nuova modulistica attribuisce particolare rilevanza alla rendicontazione della mutualità, alla partecipazione democratica e all’adeguatezza degli assetti organizzativi della cooperativa.</p>
<h2 data-section-id="1a0dfo" data-start="4999" data-end="5029">Bilanci, riserve e ristorni</h2>
<p data-start="5031" data-end="5093">Per preparare la revisione è consigliabile raccogliere almeno:</p>
<ul data-start="5095" data-end="5509">
<li data-section-id="14ncrn2" data-start="5095" data-end="5135">ultimi bilanci approvati e depositati;</li>
<li data-section-id="k5pnlb" data-start="5136" data-end="5155">note integrative;</li>
<li data-section-id="l7724d" data-start="5156" data-end="5183">relazioni sulla gestione;</li>
<li data-section-id="oxpxj2" data-start="5184" data-end="5243">relazioni dell’organo di controllo o del revisore legale;</li>
<li data-section-id="ojsbmt" data-start="5244" data-end="5283">verbali di approvazione del bilancio;</li>
<li data-section-id="jp2yxs" data-start="5284" data-end="5318">situazioni contabili aggiornate;</li>
<li data-section-id="1qnquh2" data-start="5319" data-end="5367">mastri e riconciliazioni dei principali conti;</li>
<li data-section-id="qv6idf" data-start="5368" data-end="5424">documentazione relativa alla destinazione degli utili;</li>
<li data-section-id="85h4rz" data-start="5425" data-end="5465">calcolo della prevalenza mutualistica;</li>
<li data-section-id="2xuk7j" data-start="5466" data-end="5509">eventuali prospetti relativi ai ristorni.</li>
</ul>
<p data-start="5511" data-end="5731">Il revisore verifica il rispetto dei termini di approvazione e deposito, la corrispondenza tra capitale sociale, contabilità e libro soci, nonché la corretta destinazione degli utili alle riserve e ai fondi mutualistici.</p>
<p data-start="5733" data-end="5976">Quando vengono riconosciuti ristorni, devono essere disponibili criteri di calcolo chiari, documentabili e proporzionati alla quantità e alla qualità dello scambio mutualistico realizzato da ciascun socio.</p>
<h2 data-section-id="1vh7pvf" data-start="5978" data-end="6018">Soci lavoratori e regolamento interno</h2>
<p data-start="6020" data-end="6182">Per le cooperative di produzione e lavoro e per le cooperative sociali, una parte importante della revisione riguarda i rapporti instaurati con i soci lavoratori.</p>
<p data-start="6184" data-end="6204">Occorre controllare:</p>
<ul data-start="6206" data-end="6653">
<li data-section-id="1b7lknu" data-start="6206" data-end="6258">regolamento interno previsto dalla Legge 142/2001;</li>
<li data-section-id="dzopor" data-start="6259" data-end="6301">verbale di approvazione del regolamento;</li>
<li data-section-id="lswa8c" data-start="6302" data-end="6368">tipologie di rapporti di lavoro previste e realmente utilizzate;</li>
<li data-section-id="adlpy7" data-start="6369" data-end="6393">contratti individuali;</li>
<li data-section-id="1m32mpf" data-start="6394" data-end="6419">Libro unico del lavoro;</li>
<li data-section-id="1wq39h2" data-start="6420" data-end="6455">cedolini e prospetti retributivi;</li>
<li data-section-id="wxwdm8" data-start="6456" data-end="6485">comunicazioni obbligatorie;</li>
<li data-section-id="1lsoqw9" data-start="6486" data-end="6527">versamenti contributivi e assicurativi;</li>
<li data-section-id="1f8v5z0" data-start="6528" data-end="6568">applicazione del contratto collettivo;</li>
<li data-section-id="1tchg33" data-start="6569" data-end="6653">eventuali differenze tra il trattamento dei soci e quello dei lavoratori non soci.</li>
</ul>
<p data-start="6655" data-end="6872">Il regolamento deve essere coerente con l’organizzazione effettiva della cooperativa. Un documento mai aggiornato, che richiama contratti o modalità di lavoro non più applicati, può diventare un elemento di criticità.</p>
<h2 data-section-id="b3x0p4" data-start="6874" data-end="6920">Contributo di vigilanza e altri adempimenti</h2>
<p data-start="6922" data-end="7211">Le cooperative devono conservare anche la documentazione relativa al <strong data-start="6991" data-end="7018">contributo di vigilanza</strong> previsto per il biennio di riferimento. Per il biennio 2025-2026 importi e modalità sono stati disciplinati dal Decreto ministeriale del 12 febbraio 2025.</p>
<p data-start="7213" data-end="7265">Prima della revisione è quindi opportuno verificare:</p>
<ul data-start="7267" data-end="7565">
<li data-section-id="1ae09k" data-start="7267" data-end="7301">corretto calcolo del contributo;</li>
<li data-section-id="vmpswt" data-start="7302" data-end="7323">avvenuto pagamento;</li>
<li data-section-id="grtj44" data-start="7324" data-end="7355">disponibilità della ricevuta;</li>
<li data-section-id="1tpqeo9" data-start="7356" data-end="7423">eventuale adesione a un’associazione nazionale di rappresentanza;</li>
<li data-section-id="1k1fysb" data-start="7424" data-end="7495">destinazione del 3% degli utili ai fondi mutualistici, quando dovuta;</li>
<li data-section-id="1fv2e6o" data-start="7496" data-end="7565">adempimento delle prescrizioni ricevute nella revisione precedente.</li>
</ul>
<p data-start="7567" data-end="7820">Le cooperative appartenenti a settori specifici devono inoltre predisporre la documentazione prevista dalla propria disciplina: cooperative sociali, edilizie, agricole, di consumo e di produzione e lavoro possono essere sottoposte a verifiche ulteriori.</p>
<h2 data-section-id="6vptxo" data-start="7822" data-end="7871">Come prepararsi prima dell’arrivo del revisore</h2>
<p data-start="7873" data-end="7987">La soluzione più efficace è effettuare un controllo preventivo, evitando di limitarsi alla raccolta dei documenti.</p>
<p data-start="7989" data-end="8009">È utile confrontare:</p>
<ul data-start="8011" data-end="8441">
<li data-section-id="lkg2nl" data-start="8011" data-end="8065">dati del libro soci e capitale indicato in bilancio;</li>
<li data-section-id="khdnxf" data-start="8066" data-end="8123">cariche risultanti dai verbali e dalla visura camerale;</li>
<li data-section-id="1ba06ug" data-start="8124" data-end="8184">numero dei soci lavoratori e documentazione del personale;</li>
<li data-section-id="e9mx21" data-start="8185" data-end="8243">percentuali di prevalenza e dati della nota integrativa;</li>
<li data-section-id="3889o2" data-start="8244" data-end="8292">ristorni deliberati e registrazioni contabili;</li>
<li data-section-id="x3wzqd" data-start="8293" data-end="8359">prescrizioni della precedente revisione e interventi effettuati;</li>
<li data-section-id="gxn8b8" data-start="8360" data-end="8441">informazioni presenti nello statuto, nei regolamenti e nella gestione concreta.</li>
</ul>
<p data-start="8443" data-end="8738">La cooperativa deve mettere a disposizione del revisore tutti i libri, registri, documenti e chiarimenti richiesti. La revisione si svolge normalmente presso la sede sociale o in un luogo concordato, alla presenza del legale rappresentante o di un delegato.</p>
<h2 data-section-id="xfhxux" data-start="8740" data-end="8784">Cosa succede quando emergono irregolarità</h2>
<p data-start="8786" data-end="8958">Quando vengono rilevate irregolarità sanabili, il revisore può assegnare alla cooperativa un termine compreso tra <strong data-start="8900" data-end="8918">15 e 90 giorni</strong> per regolarizzare la propria posizione.</p>
<p data-start="8960" data-end="9240">La successiva fase di accertamento viene normalmente svolta da remoto, sulla base della documentazione che dimostra l’adempimento delle prescrizioni. La cooperativa può inoltre presentare eventuali controdeduzioni entro 15 giorni dal verbale.</p>
<p data-start="9242" data-end="9531">Nei casi più gravi, oppure quando la cooperativa impedisce lo svolgimento della vigilanza, l’Autorità può adottare provvedimenti che comprendono la gestione commissariale, lo scioglimento per atto dell’autorità o altre misure previste dalla normativa.</p>
<h2 data-section-id="1us4ov4" data-start="9533" data-end="9563">Il supporto di AFG Advisory</h2>
<p data-start="9565" data-end="9758">Preparare correttamente la revisione significa verificare non soltanto la presenza dei documenti, ma anche la loro coerenza con l’attività svolta e con la natura mutualistica della cooperativa.</p>
<p data-start="9760" data-end="9988"><strong data-start="9760" data-end="9920">AFG Advisory affianca le società cooperative nell’analisi preventiva dei libri sociali, dei bilanci, dei rapporti con i soci e degli adempimenti lavoristici</strong>, individuando eventuali criticità prima dell’avvio della revisione.</p>
<h3 data-start="9990" data-end="10121"><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/" target="_blank" rel="noopener">Contattaci per predisporre un controllo preliminare e affrontare la revisione con una documentazione completa, ordinata e coerente.</a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/revisione-cooperative-documenti-controlli/">Revisione delle cooperative: controlli, documenti e adempimenti da preparare</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>ASSE.CO.: come certificare la regolarità dei rapporti di lavoro</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/asseco-certificare-regolarita-rapporti-lavoro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Aug 2026 06:08:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asse.co]]></category>
		<category><![CDATA[certificazione ASSE.CO.]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2478</guid>

					<description><![CDATA[<p>La corretta gestione del personale non si esaurisce nell’elaborazione delle buste paga o nel pagamento dei contributi. Contratti, inquadramenti, retribuzioni, orari e adempimenti devono essere coerenti tra loro e rispettare la normativa e la contrattazione collettiva applicata. La certificazione ASSE.CO. consente al datore di lavoro di sottoporre la propria organizzazione a una verifica strutturata, ottenendo [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/asseco-certificare-regolarita-rapporti-lavoro/">ASSE.CO.: come certificare la regolarità dei rapporti di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="PDq2pG_selectionAnchorContainer" data-start="865" data-end="1143">La corretta gestione del personale non si esaurisce nell’elaborazione delle buste paga o nel pagamento dei contributi. Contratti, inquadramenti, retribuzioni, orari e adempimenti devono essere coerenti tra loro e rispettare la normativa e la contrattazione collettiva applicata.</p>
<p data-start="1145" data-end="1380">La <strong data-start="1148" data-end="1175">certificazione ASSE.CO.</strong> consente al datore di lavoro di sottoporre la propria organizzazione a una verifica strutturata, ottenendo un’attestazione sulla conformità contrattuale, retributiva e contributiva dei rapporti di lavoro.</p>
<p data-start="1382" data-end="1727">Si tratta di una procedura volontaria, disciplinata dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro e gestita attraverso la Fondazione Studi, nell’ambito della collaborazione istituzionale avviata con il Ministero del Lavoro e successivamente sviluppata con l’Ispettorato Nazionale del Lavoro.</p>
<h2 data-section-id="11mowfs" data-start="1729" data-end="1752">Che cos’è l’ASSE.CO.</h2>
<p data-start="1754" data-end="2004">ASSE.CO. significa <strong data-start="1773" data-end="1827">Asseverazione di Conformità dei rapporti di lavoro</strong>. È un sistema indipendente di verifica attraverso il quale viene accertato il rispetto delle disposizioni legislative e contrattuali relative alla gestione delle risorse umane.</p>
<p data-start="2006" data-end="2047">L’asseverazione riguarda, in particolare:</p>
<ul data-start="2049" data-end="2354">
<li data-section-id="wyd2v0" data-start="2049" data-end="2101">la corretta applicazione dei contratti collettivi;</li>
<li data-section-id="wks7nl" data-start="2102" data-end="2183">il rispetto dei livelli retributivi e il regolare pagamento delle retribuzioni;</li>
<li data-section-id="z1ytvh" data-start="2184" data-end="2282">la corretta denuncia e il versamento dei contributi previdenziali, assistenziali e assicurativi;</li>
<li data-section-id="atgfpy" data-start="2283" data-end="2354">la conformità degli adempimenti connessi alla gestione del personale.</li>
</ul>
<p data-start="2356" data-end="2615">La verifica prende in considerazione i <strong data-start="2395" data-end="2446">dodici mesi precedenti l’apertura della pratica</strong> e riguarda complessivamente il datore di lavoro, senza la possibilità di limitare l’analisi a un singolo reparto o ramo aziendale.</p>
<h2 data-section-id="lf1lqk" data-start="2617" data-end="2665">Chi può richiedere la certificazione ASSE.CO.</h2>
<p data-start="2667" data-end="2846">Possono richiedere l’ASSE.CO. i datori di lavoro pubblici o privati che abbiano instaurato almeno un rapporto di lavoro da non meno di sei mesi rispetto all’apertura dell’istanza.</p>
<p data-start="2848" data-end="3091">La domanda non viene presentata direttamente dall’impresa. Il datore di lavoro deve incaricare un <strong data-start="2946" data-end="2984">Consulente del Lavoro Asseveratore</strong>, cioè un professionista iscritto all’Ordine, formato e specificamente accreditato dal Consiglio Nazionale.</p>
<p data-start="3093" data-end="3491">Il Consulente Asseveratore svolge un ruolo terzo rispetto all’impresa: analizza la documentazione, effettua i controlli previsti e sottoscrive le dichiarazioni di responsabilità necessarie per l’avvio della procedura. L’attività di asseverazione può essere esercitata esclusivamente da Consulenti del Lavoro in possesso dei requisiti stabiliti dal regolamento.</p>
<h2 data-section-id="1dz0cu2" data-start="3493" data-end="3530">Quali controlli vengono effettuati</h2>
<p data-start="3532" data-end="3753">L’ASSE.CO. non si limita a una verifica formale. Il Consulente del Lavoro Asseveratore deve esaminare la gestione del personale nel suo complesso, considerando tutti i lavoratori subordinati e parasubordinati interessati.</p>
<p data-start="3755" data-end="3815">Tra i principali documenti sottoposti a controllo rientrano:</p>
<ul data-start="3817" data-end="4106">
<li data-section-id="1x9v8z" data-start="3817" data-end="3842">Libro Unico del Lavoro;</li>
<li data-section-id="19wtqs8" data-start="3843" data-end="3881">prospetti paga e riepiloghi mensili;</li>
<li data-section-id="1sdqgr8" data-start="3882" data-end="3922">sistemi di rilevazione delle presenze;</li>
<li data-section-id="197h9jv" data-start="3923" data-end="3942">modelli Uniemens;</li>
<li data-section-id="ln049" data-start="3943" data-end="3957">modelli F24;</li>
<li data-section-id="dmx9dr" data-start="3958" data-end="3998">posizioni contributive e assicurative;</li>
<li data-section-id="1obnxb2" data-start="3999" data-end="4046">contratti individuali e collettivi applicati;</li>
<li data-section-id="117qef4" data-start="4047" data-end="4106">documentazione relativa agli adempimenti giuslavoristici.</li>
</ul>
<p data-start="4108" data-end="4398">Il datore di lavoro rilascia inoltre una dichiarazione sulla mancata commissione degli illeciti indicati dalla disciplina ASSE.CO., mentre il professionista asseveratore attesta le verifiche svolte sulla base della documentazione aziendale disponibile.</p>
<h2 data-section-id="12u3ury" data-start="4400" data-end="4429">Come si ottiene l’ASSE.CO.</h2>
<p data-start="4431" data-end="4483">Il percorso può essere suddiviso in cinque passaggi.</p>
<p data-start="4485" data-end="4524"><strong data-start="4485" data-end="4524">1. Analisi preliminare dell’azienda</strong></p>
<p data-start="4526" data-end="4732">Prima di presentare l’istanza è opportuno effettuare una verifica interna per individuare eventuali incongruenze nei contratti, nelle retribuzioni, negli orari, nelle presenze o nei versamenti contributivi.</p>
<p data-start="4734" data-end="4767"><strong data-start="4734" data-end="4767">2. Conferimento dell’incarico</strong></p>
<p data-start="4769" data-end="4915">L’impresa affida la procedura a un Consulente del Lavoro abilitato come Asseveratore, scelto dall’elenco ufficiale dei professionisti accreditati.</p>
<p data-start="4917" data-end="4958"><strong data-start="4917" data-end="4958">3. Raccolta e controllo dei documenti</strong></p>
<p data-start="4960" data-end="5106">Il professionista esamina la documentazione relativa ai dodici mesi interessati e verifica la conformità dell’intera gestione delle risorse umane.</p>
<p data-start="5108" data-end="5152"><strong data-start="5108" data-end="5152">4. Presentazione telematica dell’istanza</strong></p>
<p data-start="5154" data-end="5377">La pratica viene inserita nella piattaforma AssTel. Dal momento dell’apertura, il datore di lavoro e il Consulente Asseveratore hanno <strong data-start="5288" data-end="5331">60 giorni per completare il caricamento</strong> delle informazioni e dei documenti richiesti.</p>
<p data-start="5379" data-end="5746">Tra gli allegati obbligatori figurano il formulario del datore di lavoro, la check-list del Consulente Asseveratore, il prospetto di riconciliazione e i dodici riepiloghi mensili delle retribuzioni risultanti dal Libro Unico del Lavoro. È previsto anche un contributo istruttorio, determinato in base alla forza lavoro impiegata.</p>
<p data-start="5748" data-end="5777"><strong data-start="5748" data-end="5777">5. Istruttoria e rilascio</strong></p>
<p data-start="5779" data-end="6085">Il Comitato di Asseverazione esamina la pratica e, in presenza dei requisiti richiesti, propone il rilascio del certificato. Il regolamento contempla anche una procedura d’urgenza per l’istruttoria entro 15 giorni, subordinata al pagamento di un contributo maggiorato.</p>
<h2 data-section-id="sbxt6x" data-start="6087" data-end="6119">Quanto dura la certificazione</h2>
<p data-start="6121" data-end="6256">Il certificato ASSE.CO. ha una validità di <strong data-start="6164" data-end="6175">12 mesi</strong>, a condizione che l’impresa mantenga i requisiti necessari per tutto il periodo.</p>
<p data-start="6258" data-end="6543">Il mantenimento non è automatico: la conformità viene sottoposta a verifiche quadrimestrali da parte del Consulente Asseveratore e del Comitato. L’impresa deve quindi continuare a monitorare la gestione del personale e trasmettere la documentazione richiesta attraverso la piattaforma.</p>
<p data-start="6545" data-end="6710">La certificazione può essere rinnovata presentando una nuova istanza secondo le modalità e i termini stabiliti dal regolamento.</p>
<h2 data-section-id="dwi35x" data-start="6712" data-end="6746">Quali vantaggi offre l’ASSE.CO.</h2>
<p data-start="6748" data-end="6999">Il primo beneficio è interno. L’analisi necessaria per ottenere l’asseverazione permette di verificare l’organizzazione del lavoro, intercettare eventuali criticità e correggerle prima che producano contestazioni, contenziosi o conseguenze economiche.</p>
<p data-start="7001" data-end="7031">La certificazione può inoltre:</p>
<ul data-start="7033" data-end="7472">
<li data-section-id="9liesw" data-start="7033" data-end="7121">rafforzare la reputazione dell’impresa nei confronti di lavoratori, clienti e partner;</li>
<li data-section-id="3o56t0" data-start="7122" data-end="7201">dimostrare l’attenzione dedicata alla legalità e alla responsabilità sociale;</li>
<li data-section-id="1hxqjl5" data-start="7202" data-end="7283">qualificare l’azienda all’interno di appalti, subappalti e filiere organizzate;</li>
<li data-section-id="hquwoa" data-start="7284" data-end="7397">rappresentare un elemento premiante quando previsto da protocolli, procedure di gara o accordi con committenti;</li>
<li data-section-id="1hvj2vv" data-start="7398" data-end="7472">migliorare il controllo dei processi amministrativi legati al personale.</li>
</ul>
<p data-start="7474" data-end="8054">Negli anni l’ASSE.CO. è stata inserita in accordi con amministrazioni pubbliche, associazioni imprenditoriali e importanti filiere produttive, comprese quelle dell’edilizia e della navalmeccanica. Le iniziative istituzionali collegate allo strumento hanno inoltre evidenziato la possibilità di orientare prioritariamente gli accessi ispettivi verso le imprese non asseverate. La certificazione, tuttavia, <strong data-start="7879" data-end="7939">non impedisce controlli o interventi ispettivi specifici</strong> e non deve essere considerata uno scudo rispetto alle attività di vigilanza.</p>
<h2 data-section-id="jhujvz" data-start="8056" data-end="8090">Quando valutare l’asseverazione</h2>
<p data-start="8092" data-end="8398">L’ASSE.CO. può risultare particolarmente utile per imprese e cooperative con un numero significativo di dipendenti, organizzazioni che partecipano a gare o lavorano in subappalto, aziende inserite in filiere strutturate e realtà che stanno affrontando una fase di crescita, riorganizzazione o acquisizione.</p>
<p data-start="8400" data-end="8666">Il percorso deve però essere preparato con attenzione. Prima dell’apertura della pratica è consigliabile verificare la completezza della documentazione, la corretta applicazione del contratto collettivo, la coerenza degli inquadramenti e la regolarità dei pagamenti.</p>
<h2 data-section-id="1us4ov4" data-start="8668" data-end="8698">Il supporto di AFG Advisory</h2>
<p data-start="8700" data-end="8939"><strong data-start="8700" data-end="8801">AFG Advisory affianca imprese e cooperative nell’analisi preliminare della gestione del personale</strong>, nell’individuazione delle eventuali criticità e nell’organizzazione dei documenti necessari per affrontare il percorso di asseverazione.</p>
<p data-start="8941" data-end="9140">La certificazione viene rilasciata attraverso la procedura prevista dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Consulenti del Lavoro, con l’intervento di un Consulente del Lavoro Asseveratore abilitato.</p>
<p data-start="9142" data-end="9325"><strong data-start="9142" data-end="9325">Contattaci per valutare la situazione della tua azienda e verificare se l’ASSE.CO. può rappresentare uno strumento utile per rafforzarne conformità, affidabilità e organizzazione.</strong></p>
<h3 data-section-id="19utn8y" data-start="9327" data-end="9355"></h3>
<h3 data-section-id="19utn8y" data-start="9327" data-end="9355">Fonti:</h3>
<ul data-start="9357" data-end="9661">
<li data-section-id="1yp3yn3" data-start="9357" data-end="9473"><a href="https://ecommerce.consulentidellavoro.it/files/Regolamento_Asseco_luglio_2025.pdf" target="_blank" rel="noopener">Regolamento ufficiale di asseverazione ASSE.CO. approvato il 25 luglio 2025.</a></li>
<li data-section-id="1irn4cp" data-start="9571" data-end="9661"><a href="https://asseco.consulentidellavoro.it/" target="_blank" rel="noopener">Portale ASSE.CO.</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/asseco-certificare-regolarita-rapporti-lavoro/">ASSE.CO.: come certificare la regolarità dei rapporti di lavoro</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Credito d’imposta 4.0: proroga al 15 settembre per le comunicazioni</title>
		<link>https://www.afgadvisory.it/credito-imposta-4-0-proroga-comunicazioni-settembre-2026/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[AFG MARKETING]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Aug 2026 14:41:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Finanza Aziendale]]></category>
		<category><![CDATA[Credito d’imposta 4.0]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.afgadvisory.it/?p=2475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nuovo termine per le imprese che hanno realizzato investimenti nell’ambito del Piano Transizione 4.0. Con il decreto direttoriale del 31 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha prorogato al 15 settembre 2026 la scadenza per l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali 4.0. La proroga riguarda gli [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/credito-imposta-4-0-proroga-comunicazioni-settembre-2026/">Credito d’imposta 4.0: proroga al 15 settembre per le comunicazioni</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="isSelectedEnd">Nuovo termine per le imprese che hanno realizzato investimenti nell’ambito del Piano Transizione 4.0. Con il decreto direttoriale del 31 luglio 2026, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha prorogato al <strong>15 settembre 2026</strong> la scadenza per l’invio delle comunicazioni di completamento degli investimenti in beni strumentali 4.0.</p>
<p class="isSelectedEnd">La proroga riguarda gli investimenti completati <strong>dopo il 31 dicembre 2025 ed entro il 30 giugno 2026</strong>, per i quali il precedente termine era fissato al 31 luglio 2026.</p>
<h2>Credito d’imposta 4.0: cosa cambia con la proroga</h2>
<p class="isSelectedEnd">Le imprese che hanno già effettuato la comunicazione preventiva e confermato il pagamento dell’acconto, ma non hanno ancora concluso l’iter, avranno tempo fino al <strong>15 settembre 2026</strong> per trasmettere la comunicazione di completamento.</p>
<p class="isSelectedEnd">L’adempimento deve essere effettuato attraverso il sistema telematico disponibile nell’apposita sezione <strong>Transizione 4.0 del portale GSE</strong>.</p>
<p class="isSelectedEnd">La proroga concede quindi alcune settimane aggiuntive per completare la procedura, ma non modifica i requisiti previsti per ottenere il credito d’imposta e non rappresenta una riapertura generalizzata della misura.</p>
<h2>Quali investimenti rientrano nella nuova scadenza</h2>
<p class="isSelectedEnd">Il nuovo termine interessa gli investimenti in beni strumentali materiali 4.0:</p>
<ul data-spread="false">
<li>completati tra il <strong>1° gennaio e il 30 giugno 2026</strong>;</li>
<li>prenotati attraverso la procedura prevista;</li>
<li>per i quali l’ordine sia stato accettato dal venditore entro il 31 dicembre 2025;</li>
<li>per i quali, entro la stessa data, sia stato versato un acconto almeno pari al 20% del costo dell’investimento.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Per gli investimenti 2025, le aliquote previste sono pari al 20% per la quota fino a 2,5 milioni di euro, al 10% per la quota compresa tra 2,5 e 10 milioni e al 5% per la quota tra 10 e 20 milioni di euro. La dotazione complessiva prevista per la misura è pari a 2,2 miliardi di euro.</p>
<h2>Novità anche per le imprese in lista d’attesa</h2>
<p class="isSelectedEnd">La proroga assume particolare rilevanza anche per le imprese che hanno presentato la comunicazione preventiva, ma sono rimaste inizialmente escluse a causa dell’esaurimento delle risorse.</p>
<p class="isSelectedEnd">Il MIMIT ha infatti comunicato la disponibilità di nuove risorse, che potranno consentire il finanziamento di una parte degli investimenti rimasti senza copertura.</p>
<p class="isSelectedEnd">Le imprese interessate riceveranno dal GSE una specifica comunicazione sulla disponibilità dei fondi. A partire da tale comunicazione, potranno presentare entro il <strong>15 settembre 2026</strong> le comunicazioni di conferma e di completamento previste dalla procedura.</p>
<p class="isSelectedEnd">La presenza in lista d’attesa, pertanto, non determina automaticamente il riconoscimento dell’agevolazione: sarà necessario attendere la comunicazione ufficiale del GSE e rispettare le successive indicazioni operative.</p>
<h2>Come inviare la comunicazione di completamento</h2>
<p class="isSelectedEnd">La comunicazione deve essere trasmessa esclusivamente attraverso la piattaforma telematica del GSE, accedendo all’Area Clienti e selezionando l’applicazione dedicata alla Transizione 4.0.</p>
<p class="isSelectedEnd">Prima dell’invio è opportuno verificare:</p>
<ul data-spread="false">
<li>la corretta data di completamento dell’investimento;</li>
<li>la corrispondenza tra i beni acquistati e quelli indicati nella prenotazione;</li>
<li>l’effettivo pagamento dell’acconto richiesto;</li>
<li>la presenza della documentazione tecnica relativa ai beni 4.0;</li>
<li>il rispetto dei requisiti di interconnessione;</li>
<li>la coerenza degli importi dichiarati nelle diverse comunicazioni.</li>
</ul>
<p class="isSelectedEnd">Il modello deve essere sottoscritto con <strong>firma elettronica qualificata</strong> dal legale rappresentante e trasmesso utilizzando la procedura indicata dal GSE.</p>
<h2>Perché è importante completare correttamente la procedura</h2>
<p class="isSelectedEnd">La comunicazione di completamento rappresenta un passaggio essenziale per consentire al Ministero di verificare l’investimento realizzato e comunicare all’Agenzia delle Entrate l’importo del credito utilizzabile in compensazione.</p>
<p class="isSelectedEnd">Errori negli importi, documentazione incompleta o differenze rispetto alla prenotazione possono rallentare l’iter o compromettere l’accesso al beneficio.</p>
<p class="isSelectedEnd">La proroga al 15 settembre offre quindi più tempo alle imprese, ma rende comunque necessario procedere rapidamente con un controllo della pratica, evitando di concentrare le verifiche negli ultimi giorni disponibili.</p>
<h2>Il supporto di AFG Advisory</h2>
<p class="isSelectedEnd">AFG Advisory assiste le imprese nella verifica degli investimenti agevolabili, nel controllo della documentazione e nella gestione delle comunicazioni previste per il credito d’imposta Transizione 4.0.</p>
<h3 class="isSelectedEnd"><a href="https://www.afgadvisory.it/dove-siamo/" target="_blank" rel="noopener"><strong>Hai realizzato un investimento 4.0 o hai una pratica ancora da completare? Contatta AFG Advisory per verificare la tua posizione e gestire correttamente gli adempimenti entro la nuova scadenza.</strong></a></h3>
<p>L'articolo <a href="https://www.afgadvisory.it/credito-imposta-4-0-proroga-comunicazioni-settembre-2026/">Credito d’imposta 4.0: proroga al 15 settembre per le comunicazioni</a> proviene da <a href="https://www.afgadvisory.it">AFG Advisory Srl Stp</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
